Fatture false, blitz in un centro d’accoglienza dell’isernino: sequestri per oltre un milione di euro

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Operazione della guardia di finanza. Il provvedimento in esecuzione di un decreto emesso dal gip del tribunale di Isernia


ISERNIA. Blitz nei locali di una società che si occupa dell’accoglienza migranti in provincia di Isernia. In azione i finanzieri del comando provinciale pentro, agli ordini del colonnello Simeone, che hanno effettuato perquisizioni e sequestri per oltre un milione di euro, “corrispondenti all’illecito profitto ottenuto in seguito alla commissione di diversi reati fiscali finalizzati all’evasione di imposte dirette ed indirette quali i delitti di utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti, di indebita compensazione e di dichiarazione infedele”.

Il provvedimento eseguito oggi è stato richiesto dalla Procura di Isernia e autorizzato dal gip Michele Caroppoli, all’esito delle indagini svolte dal gruppo della guardia di finanza diretto dal capitano Lorenzo Musone, coordinate dal sostituto Alessandro Iannitti, sotto la direzione del procuratore Carlo Fucci.

Nell’ambito delle attività – recita una nota della Procura che mantiene il riserbo sull'identità dei soggetti coinvolti – “è emerso che la società, tramite i suoi amministratori di fatto e di diritto, ha negli anni tra il 2016-2017-2018 sottratto a tassazione una somma pari ad euro 1.120.217 euro, utilizzando, tra l’altro, fatture false in quanto emesse da una società terza compiacente a fronte di operazioni giustificative mai effettivamente realizzate, in taluni casi è stato possibile riscontrare che, al fine di dissimulare la liceità delle stesse, le prestazioni fatturate erano addirittura pagate mediante bonifico alla società emittente, la quale poi provvedeva a restituire tali somme direttamente all’amministratore di fatto, decurtate del prezzo della prestazione resa con l’emissione delle false fatture”.

I sequestri effettuati, sottraendo alla società i profitti ottenuti quale risparmio di spesa fiscale, “impediranno ai colpevoli di godere di illeciti guadagni e di operare sul mercato falsando la concorrenza con le tante altre società operanti nel medesimo settore nel rispetto delle regole, permettendo altresì allo Stato di recuperare, al momento della futura confisca, quanto sottratto all’erario”.

 

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