Malato di coronavirus lasciato senza medicine: la denuncia dei familiari

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La storia è stata diffusa dal legale del neonato comitato ‘Dignità e verità per le vittime di Covid’ Iacovino che ha chiesto interventi urgenti e ha annunciato diffide se entro oggi non si troveranno soluzioni. Il caso riguarda un 73enne ricoverato presso la Rsa di Venafro



TERMOLI/VENAFRO. Malato di coronavirus lasciato senza medicine e, ad avviso dei familiari, senza assistenza. La storia è stata divulgata sul proprio profilo Facebook dall’avvocato Vincenzo Iacovino, legale del neonato comitato ‘Dignità e verità per le vittime di Covid’ che ha chiesto interventi urgenti e ha annunciato diffide ai responsabili sanitari se entro oggi non verranno trovate soluzioni adeguate.

Il caso riguarda un paziente di 73 anni, in ospedale a Termoli dal 15 ottobre per un piccolo intervento, che “si è scoperto essere positivo al Covid – spiega il legale, dopo aver contratto il virus in ospedale”.

La storia è stata raccontata all’avvocato dalla nipote dell’anziano, che attualmente è ricoverato presso la Rsa di Venafro.  “Dopo il quarto/quinto tampone, fatto prima di essere trasferito a Vasto per una riabilitazione, l’esito positivo al Covid ha fatto sì, che il 3 dicembre – scrive la donna - sia stato trasferito in una stanza della Rsa di Venafro, senza avviare alcuna cura farmacologica.

Solo dopo una telefonata intrapresa da me familiare agli operatori dell'ospedale, mi è stato consigliato di portare (da casa) le cure farmacologiche per avviare la terapia anti-Covid! Mi è stato suggerito di procurare gli antibiotici, cortisone, eparina a basso peso molecolare (per richiederlo c’è necessità del piano terapeutico di un cardiologo, quindi cosa non facile e tempestiva!).

Inoltre hanno lasciato un uomo malato, anziano, immobilizzato a letto, senza "il campanello"... unico allarme da poter utilizzare in caso di bisogno. Ad oggi ancora la situazione non cambia! Mio zio riferisce telefonicamente di sentirsi abbandonato, di non aver attenzioni da parte di nessuno. Per tutta la notte ha avuto il pannolone sporco addosso, solo la mattina seguente è stato cambiato.

Com'è possibile che un malato venga trasferito in un centro privo di medicinali, del semplice sostegno per girarsi da solo nel letto e persino del campanello di allarme? Le sue condizioni fisiche consentono il trasferimento in tale Rsa se è priva di tutto?

Ieri addirittura, l’operatore mi ha ripetuto che dovrei andare dal medico di base per farmi prescrivere qualcosa per la semplice tosse. Questo mi fa dubitare fortemente che questa struttura sia adatta a garantire l’assistenza medica necessaria a mio zio in questo caso, ma in generale ad un malato Covid! Spero vivamente che il mio familiare esca così com’è entrato in ospedale, ossia camminando sulle sue gambe”.

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