Covid, troppi morti in Molise: il comitato vittime chiede l’intervento delle Procure

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Partono le denunce e al contempo, si vogliono conoscere i dati e i provvedimenti adottati dalle diverse amministrazioni, coinvolgendo il ministro Speranza



CAMPOBASSO. Gestione dell’emergenza coronavirus in Molise: partono gli esposti presso le Procure di Campobasso, Isernia e Termoli. A presentarle è il neonato comitato ‘Verità e dignità vittime Covid 19’, assistito dallo studio dell'avvocato Vincenzo Iacovino. Inoltre si vogliono conoscere i dati e i provvedimenti adottati dalle diverse amministrazioni, coinvolgendo il ministro alla Sanità Roberto Speranza.

“In Molise – scrive il presidente del comitato Francesco Mancini - nonostante i diversi ospedali disponibili e con le caratteristiche indicate del Ministero della salute (Larino, Venafro, Agnone), l’amministrazione Regionale e la Asrem hanno ritenuto, già dall’insorgere della pandemia, di concentrare, in modo irresponsabile, gli accertamenti e i ricoveri dei positivi al corona virus nel pubblico ospedale ‘Cardarelli’, occupando così di fatto i posti delle unità operative di malattie infettive e di terapia intensiva con aumento della possibilità del rischio di diffusione di infezioni al personale e ai malati della intera struttura. Con molteplici gravi conseguenze che poterebbero costituire il nesso causale di diversi decessi.

Perché ci siamo decisi a denunciare con l’assistenza dello studio dell’avvocato Vincenzo Iacovino? In Molise a tutt’oggi non è stato istituito un centro Covid come struttura autonoma. Il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera potrà trovare attuazione non prima di aprile 2021 per pubblica affermazione dello stesso soggetto attuatore DG Asrem e pertanto dopo circa 14 mesi dalla dichiarata pandemia, oggi in seconda ondata con previsioni di una terza ondata nei mesi di febbraio marzo 2021.

Dal mese di febbraio 2020 a oggi sia nell’ospedale Hub Cardarelli di Campobasso che negli ospedali Spoke di Temoli e Isernia c’è la presenza di soggetti affetti da Covid e pertanto sono strutture promiscue. Le persone affette da Covid in situazione di criticità vengono puntualmente trasportate ai diversi pronto soccorsi per poi essere ricoverati al reparto di malattie infettive. Nel reparto di malattie infettive del Cardarelli oggi sono ricoverate circa 50 persone.

Il reparto di malattie infettive, ad oggi, risulta gestito, secondo informazioni assunte, con un numero di personale medico e infermieristico rapportato ai posti letto e ai ricoverati al di sotto del numero previsto e consentito dal decreto ministeriale 13/9/1988 che determina gli standard del personale ospedaliero. In terapia intensiva oggi sono ricoverati circa 12 pazienti tutti affetti da covid e da notizie assunte pare non ci siano più posti disponibili nonostante sula carta si dica che ci siano 30 posti più 14 ancora da istituire.

Molti ricoverati per Covid sono deceduti presso il rapporto di malattie infettive senza poter essere intubati e senza poter accedere ai reparti di malattie infettive. Alcuni sono deceduti al pronto soccorso dopo circa 30 ore di attesa sulla barella in attesa di essere ricoverato. La gente continua a morire e a non ricevere le dovute cure per mancanza di posti letto.

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