A caccia fuori dal comune nei giorni arancioni, Fratoianni contesta Toma: non è attività essenziale

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Il provvedimento, oltre che in Molise, adottato anche in Umbria e Sardegna. E le associazioni ambientaliste si rivolgono al ministro dell’Ambiente Sergio Costa


CAMPOBASSO. Caccia al cinghiale fuori dal proprio comune di residenza anche durante le giornate arancioni, il portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni contro l'ordinanza del presidente della Regione Donato Toma,  in vigore fino al 15 gennaio. Decisione simile a quella adottata dai governatori di Umbria e Sardegna. 

“Perché questa decisione - ha scritto Fratoianni in un post sulla sua pagina Facebook - Per quale motivo la caccia sì, ma le passeggiate, come molte altre attività all'aperto, no? Non credo che la caccia sia un'attività essenziale”.

Nel frattempo le associazioni ambientaliste hanno chiesto al ministro dell’Ambiente Sergio Costa di revocare i provvedimenti regionali. E proprio a Costa si rivolge anche Fratoianni: “Mi auguro che segua il consiglio degli ambientalisti".

Sull’ordinanza di Toma si era invece espresso favorevolmente l’assessore regionale alle Politiche agricole Nicola Cavaliere, puntando il dito sulla necessità di consentire la caccia al cinghiale, visti i danni procurati all’agricoltura dalla proliferazione di ungulati, con preoccupazioni anche per la sicurezza dei cittadini.

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