Escursionisti morti sul Monte Velino, Sant’Elena Sannita piange Tonino e Gian Mauro

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Durante, 60 anni e Frabotta, 33, avevano origini molisane. Grandi appassionati di montagna, erano soliti tornare d’estate in paese. La notizia confermata dal sindaco Terriaca


SANT’ELENA SANNITA. Si tinge di lutto anche il Molise per la morte degli escursionisti dispersi lo scorso 24 gennaio sul monte Velino, in Abruzzo, a seguito di una valanga.

I corpi sono stati ritrovati ieri, a quasi un mese dalla loro scomparsa: si tratta di Valeria Mella, 25 anni, il cui corpo senza vita è stato il primo ad essere ritrovato; del fidanzato Gianmarco Degni, di 26 anni, di Tonino Durante, 60 anni e Gian Mauro Frabotta, 33 anni.

Frabotta e Durante sono originari di Sant’Elena Sannita, in provincia di Isernia: lo si apprende dal blog santelenasannita.altervista.org, ma la notizia è stata direttamente confermata a isNews dal sindaco del paese, Giuseppe Terriaca. Sia il ragazzo che il 60enne hanno ancora casa nel piccolo comune, pur essendosi trasferiti negli anni, con le famiglie, ad Avezzano (L’Aquila). “Erano soliti tornare d’estate, per qualche giorno – ha commentato il sindaco – La notizia purtroppo ci ha addolorato profondamente”.

gian mauro frabottaDurante e Frabotta erano due grandi appassionati di montagna. Come si legge sui profili social Facebook del 33enne, il giovane – che lavorava all’Eni a Milano ma aveva fatto ritorno a causa della pandemia per lavorare in smart working - nell’ottobre del 2019 era salito a 6189 metri, sull’Imja Tse, una delle vette dell’Himalaya.Il 60enne, invece, titolare della coltelleria Durante ad Avezzano, non si negava mai un’escursione, almeno una volta al mese. “Per lui la montagna era vita e non esistevano stagioni”, scrive il sito web abruzzolive.it.

Le ricerche dei corpi dei quattro sono andate avanti senza sosta dal 24 gennaio e sospese solo quando si sono verificati giorni di maltempo pericolosi anche per i soccorritori, impegnati a centinaia. Coinvolte anche unità cinofile della Valle d'Aosta, del Friuli Venezia Giulia e del Piemonte.

La procura della Repubblica di Avezzano ha escluso le autopsie visto la dinamica molto chiara: gli escursionisti sono morti per via dei gravissimi traumi causati dalla valanga che li ha investiti.

 

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