Coronavirus, altro decesso al Cardarelli: muore paziente di Guglionesi

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Settima vittima da inizio emergenza nella comunità bassomolisana. Altri cinque pazienti sono attualmente ricoverati in ospedale, tra cui una ragazza di appena 30 anni. E i promotori della mobilitazione “Qui si muore” chiedono a Toma di fermare immediatamente le fabbriche perché “la situazione è gravissima”


GUGLIONESI-TERMOLI. Dopo i dieci decessi confermati ieri sera nel bollettino Asrem, di cui sette in basso Molise, si è appreso nelle ultime ore di una nuova vittima Covid, ricoverata da giorni in terapia intensiva al Cardarelli. Si tratta di un paziente di Guglionesi, spirato in seguito al progressivo aggravamento delle sue condizioni di salute. Per la comunità di Guglionesi si tratta del settimo decesso da inizio emergenza. La vittima più giovane aveva appena 38 e attualmente si segnalano altri 5 pazienti ricoverati, tra cui una giovane 30enne.

Il basso Molise sta pagando un prezzo altissimo da tre mesi a questa parte e nelle ultime ore sono nuovamente stati lanciati appelli indirizzati alle autorità politiche regionale, affinchè si disponga immediatamente la chiusura delle numerose aziende che gravitano nel Consorzio Industriale della Valle del Biferno, a partire dallo stabilimento Fca di Termoli.

“In basso Molise siamo in zona rossa da quasi un mese ormai e il disastro non si ferma – scrive in una nota la rete “Qui si muore” - ci sono sicuramente responsabilità e carenze che prescindono dalla pandemia ma ci sono anche precise scelte che possono e devono essere prese adesso. Bisogna fermare le fabbriche del nucleo industriale. I lavoratori si spostano da tutta la regione verso Termoli, lavorano in luoghi chiusi e in condizioni che non permettono il necessario distanziamento.
Siamo in emergenza, è tutto chiuso, non si va a scuola, non si può fare sport e continuiamo a mettere a rischio la vita di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie.

Queste sono scelte politiche e il nostro governatore Toma è responsabile in prima persona di questa situazione. Lo stato d’emergenza nazionale dà la possibilità ai governatori di attuare misure restrittive ulteriori rispetto a quelle emanate dallo Stato quindi, a Toma, di chiudere le attività produttive non essenziali del nucleo dato il gravissimo stato in cui la regione si trova in questo momento.

Già i sindacati e altre realtà politiche – ricordano i promotori della mobilitazione - hanno denunciato con forza e con ogni mezzo la situazione del nucleo ma non sono stati ascoltati da nessuno, noi ci uniamo al loro grido. Ci rivolgiamo al governatore Toma e alla giunta regionale, fate qualcosa di utile per i molisani: chiudete le fabbriche. Perché vedere che nessuno fa niente mentre il solito privato si permette di vaccinare tutto il suo staff medico e televisivo, ci uccide.

Ci uccide più del senso di impotenza, ci uccide più del dolore, più della rabbia” concludono”.

 

Change privacy settings