Sanità al collasso, la coperta del personale è troppo corta. Esplode la protesta dei medici

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Sono otto i medici anestesisti in servizio al nosocomio di Termoli ad aver firmato di loro pugno la lettera indirizzata ai vertici aziendali e nella quale hanno chiesto con immediatezza la revoca del provvedimento di trasferimento di un loro collega nel presidio ospedaliero di Campobasso, dove la lotta contro il Covid è ancora in atto. Sulla vicenda ha preso posizione anche il sindacato Aaroi-Emac, che ha chiesto un incontro urgente al neo commissario ad acta e alla direzione Asrem


TERMOLI-CAMPOBASSO. Dopo la passerella di pochi giorni fa al San Timoteo per l’inaugurazione del modulo prefabbricato da 10 posti di terapia intensiva Covid, la beffa è stata servita subito dopo in un provvedimento della direzione sanitaria aziendale: un medico-anestesista è stato trasferito in comando dall’ospedale di Termoli a quello di Campobasso dove ancora si combatte in prima linea contro il virus. Le situazioni al momento più critiche si registrano proprio nei reparti di terapia intensiva e nel Pronto soccorso dove ieri è stato temporaneamente disposto il blocco dei ricoveri programmati, blocco che sarebbe stato revocato solo 24 ore dopo, a discapito dei pazienti che ieri, dopo ore di attesa, sono stati costretti a prendere atto della decisione della direzione sanitaria.

Il Cardarelli è ancora nella morsa dell’emergenza e visto che la coperta del personale in regione è corta, l’Asrem è costretta a trasferire le poche unità a disposizione da un presidio all’altro.

E’ ciò che è accaduto a discapito dell’unità di anestesia e rianimazione del San Timoteo di Termoli, ma la decisione non è stata digerita dal personale in servizio nel nosocomio adriatico. Otto medici rianimatori hanno indirizzato oggi una missiva alla direzione generale e sanitaria Asrem, nella quale hanno chiesto la revoca immediata del provvedimento di trasferimento a Campobasso di un loro collega, motivando l’appello con l’impossibilità di garantire la sicurezza e i regolari turni di lavoro nel reparto.

Una richiesta che rende bene l’idea del caos in cui si trova la rete ospedaliera pubblica in Molise: dal centro alla periferia, la situazione di crisi di sistema per la carenza di personale, rischia di sfociare nel blocco delle attività.

Una paralisi che vede come prime vittime i poveri cittadini molisani, che assistono impotenti allo smantellamento del sistema sanitario e al venir meno del diritto alla salute in una terra martoriata e senza futuro.

E sulla vicenda del trasferimento del personale medico-anestesista si registra la presa di posizione del sindacato Aaroi-Emac del Molise, che ha chiesto un incontro urgente con il commissario ad acta e la direzione Asrem. 

“Un incontro  – si legge nella nota inviata via pec dal David Di Lello, presidente Aaroi-Emac Molise – che ha l'obiettivo di trovare una soluzione alla gravissima e cronica carenza di medici anestesisti rianimatori negli ospedali pubblici molisani ed evitare l'insorgere di contenziosi ed altre forme di protesta”.

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