Sistema Iorio, mano pesante del pm: chiesti 6 anni di condanna per l’ex governatore

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In caso di accoglimento, l’ex presidente sarebbe sospeso dalla carica di consigliere regionale, ma nel frattempo replica: "Dall'accusa nessuna prova che giustifichi una richiesta di 6 anni di condanna a mio carico". In tutto sedici gli imputati, eccellenti, coinvolti a vario titolo per reati diversi: corruzione, concussione, abuso d'ufficio, peculato, falsità materiale e ideologica, estorsione, violenza privata, ricettazione, bancarotta. Complessivamente chiesti 69 anni di carcere


CAMPOBASSO. Dura requisitoria, stamani in tribunale, del pubblico ministero Francesco Santosuosso che ha chiesto condanne pesanti per i 15 imputati eccellenti nell’udienza sul cosiddetto ‘Sistema Iorio’, fondata su un presunto intreccio di interessi tra politica, editoria, concorsi pubblici alla Protezione Civile e altro.

Queste le richieste del pm nei confronti dei 16 imputati: 12 anni di condanna nei confronti di Ignazio Annunziata, ex editore del quotidiano free press ‘La Gazzetta del Molise’; 6 anni per l’ex governatore Michele Iorio, 5 per l’ex direttore dell'Asrem Angelo Percopo (assistito dall'avvocato Giuseppe Fazio), 4 anni a testa per la direttrice di Telemolise Manuela Petescia e l’editore Quintino Pallante; 3 anni per Rosario Cardile, esponente di Forza Italia Isernia, Nicolino Sacchi e l'avvocato isernino Desio Notardonato; 3 anni e mezzo per il dirigente regionale Michele Colavita (assistito dall'avvocato Mariano Prencipe, nella foto in basso), e l'ex dirigente regionale Giuseppe Giarrusso, oggi alla guida dell'Area Tecnica del Comune di Campobasso, per Antonio Epifanio, Stefano Epifanio, Giuseppe Marchese, Francesco Pettinicchio, Anna Totaro; 4 anni e mezzo per Giorgio Marone, già direttore di Molise Acque.

In totale, sono stati chiesti 69 anni di carcere per tutti e 16 gli imputati.

Iorio, assistito dalla Studio Messere di Campobasso, in caso di accoglimento della richiesta di condanna, sarebbe sospeso dalla carica di consigliere regionale per effetto della legge Severino.

Il processo va avanti dal 2016 e all’interno sono confluite vicende diverse che hanno come legame la figura dell'ex presidente della Regione. Sedici gli imputati per reati diversi, a vario titolo: corruzione, concussione, abuso d'ufficio, peculato, falsità materiale e ideologica, estorsione, violenza privata, ricettazione, bancarotta.

L’inchiesta fu portata avanti dall’ex procuratore capo della Repubblica Armando D’Alterio. Stamani, come detto, la requisitoria del pm e le arringhe degli avvocati di parte civile (la Regione Molise, assistita dall’avvocato Giuseppe Forcione, e l’associazione antimafia Caponnetto, difesa dal legale Roberto D’Aloisio).

mariano prencipeCoinvolte inoltre anche due società: Telemolise e European Broadcasting Company (per le quali vengono contestate violazioni amministrative): per ciascuna il pm ha chiesto una sanzione pecuniaria di 150mila euro.

Nella prossima udienza del 19 luglio inizieranno a essere sentite le difese degli imputati; calendarizzata anche una seconda udienza al 29 settembre, mentre le sentenze sono attese per il 6 ottobre.

E non si è fatta attendere la replica dell'ex governatore Iorio alla pensante richiesta di condanna formulata nei suoi confronti dall'accusa:  "Dopo 10 anni di processo - commenta l'attuale consigliere regionale di Fratelli d'Italia - non ho ancora ascoltato una sola motivazione derivante da una prova che giustifica la richiesta di sei anni di condanna a mio carico. Questa mattina ho assistito solo a libere interpretazioni dell’accusa che verranno puntualmente confutate dai miei legali.

Ho la coscienza pulita, anzi pulitissima. Durante la mia carriera politica in Regione ho subìto 23 processi. Tutti - rimarca - terminati con assoluzione con formula piena. Questo sarà il 24esimo" conclude lapidario Michele Iorio. 

 

 

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