Le mani della 'Ndrangheta sull'eolico: molisano condannato a 7 anni

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Il 48enne era coinvolto nell'inchiesta della Dda di Catanzaro 'Via col vento' partita nel 2012


CATANZARO/CAMPOBASSO. C'è anche un 48enne molisano tra le 4 persone condannate dal Tribunale collegiale di Catanzaro nell’ambito del processo nato dall’inchiesta della Dda di Catanzaro “Via col vento” incentrata sull’ingerenza delle cosche nell’affare dell’eolico.

Come riferisce il 'Quotidiano del Sud' , sono stati condannati a 11 anni di reclusione ciascuno Pantaleone Mancuso, alias 'Scarpuni', boss di Limbadi; Rocco Anello, boss di Filadelfia e Romeo Ielapi, di Filadelfia. Sette anni di reclusione sono stati comminati al molisano Riccardo Di Palma, mentre è stato assolto Mario Scognamiglio, di Napoli.

L'inchiesta dei carabinieri è partita nel 2012. Secondo quanto emerso, in quattro province su cinque – Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia – i clan Paviglianiti di San Lorenzo, nel reggino, Mancuso di Limbadi e Anello di Filadelfia, entrambi nel Vibonese, e Trapasso di Cutro, nel Crotonese, avrebbero di fatto gestito la costruzione dei parchi eolici. Un’ingerenza resa possibile grazie alla connivenza di amministratori e imprenditori.

Ogni settore legato all’eolico – secondo l’accusa – era controllato dai clan: dagli hotel al trasporto materiali, dal montaggio delle turbine alla costruzione di strade, dalle forniture alla vigilanza sui cantieri.

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