Ristori da 80mila euro grazie a fatture false: nei guai due imprenditori

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La Guardia di Finanza ha scoperto che per ottenere i contributi per l'emergenza Covid, i titolari delle 4 società operanti a Campobasso hanno dichiarato una parte di fatturato inesistente. Entrambi sono accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato


CAMPOBASSO. Truffa aggravata ai danni dello Stato: ne dovranno rispondere due imprenditori di Campobasso incastrati dalla Guardia di Finanza. Le indagini, coordinate dalla Procura, hanno permesso di accertare che hanno emesso fatture false per ottenere i ristori.

Nello specifico, i finanzieri hanno svolto una minuziosa attività di indagine incentrata sulle indennità e i contributi erogati dallo Stato per 'emergenza Covid-19, destinate – come noto - al sostegno delle imprese e delle persone in difficoltà a causa della pandemia.

Hanno così accertato che due imprenditori campobassani, responsabili legali di 4 società di capitali, al fine di ottenere il contributo a fondo perduto hanno chiesto e ottenuto dallo Stato soldi pubblici senza averne diritto, dichiarando, a
tal fine, una parte di fatturato inesistente, realizzato – si diceva - tramite un giro di false fatturazioni.

Per questo, sia nei loro confronti che delle società da loro amministrate, su richiesta della Procura, il Gip ha emesso un 'decreto di sequestro preventivo', di conti correnti, depositi bancari, beni mobili registrati e beni immobili, fino alla concorrenza del profitto illecitamente conseguito, pari a più di 80mila che la Guardia di Finanza di Campobasso ha assicurato all’Erario.

Le misure sono state eseguite questa mattina.

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