Isernia, più soldi per un buono fruttifero: risparmiatore vince la sua battaglia contro Poste

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Ennesima sentenza a favore del consumatore che davanti al collegio Abf. Gli è stata riconosciuta la somma ulteriore di circa 5mila euro


ISERNIA. Buoni fruttiferi: nuova sentenza favorevole per un risparmiatore che si è visto riconoscere circa 5mila euro di interessi che non gli erano stati corrisposti.

Il caso vede protagonista un isernino che ha ereditato dai defunti genitori un buono fruttifero postale emesso in data 30 aprile 1987, su cui risultano apposti due timbri: uno sulla parte anteriore con la dicitura 'serie P' e l’altro sul retro che si sovrappone alla tabella originaria e reca la misura dei tassi dal primo al 20esimo anno.


Alla scadenza del 30esimo anno gli è stato liquidato da Poste Italiane un certo interesse che corrisponde al rendimento del buono indicato dal timbro. Il problema è che i tassi di interesse dal 21esimo al 30esimo anno non sono stati modificati dal timbro.

Si è così arrivati al punto della questione: è legittimo l’affidamento del risparmiatore di vedersi riconoscere “per ogni successivo bimestre ulteriori 258.150 lire maturato fino al 31 dicembre del 30esimo anno successivo a quello di emissione”, così come si legge dal titolo in suo possesso?

A sostenere questa tesi, al fianco del risparmiatore isernino, l’avvocato Jessica Proni del foro di Bologna. Il legale ha così presentato un apposito ricorso al collegio Arbitrato Bancario e Finanziario, ottenendo vittoria piena.

L'Abf, infatti, con l’ennesima sentenza a favore del consumatore ha riconosciuto di fatto il diritto del ricorrente a vedersi corrispondere interessi così ricalcolati per una ulteriore somma pari a 4.364,17 euro a cui Poste Italiane dovrà aggiungere le spese legali e della procedura.

La pronuncia del collegio Abf di Napoli segna un importante riconoscimento per il consumatore. Se Poste Italiane non dovesse rispettare la decisione, l’inadempimento sarà pubblicato per 5 anni sul sito internet dell’Abf. La notizia dell'inadempimento sarà inoltre pubblicata in evidenza sulla pagina iniziale del sito internet dell’intermediario per la durata di 6 mesi.

A questo punto sarà necessario una azione giudiziaria ulteriore per avere quanto spetta? 

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