Il Molise ha perso uno dei suoi luoghi più belli. Mille nuovi alberi per la pineta di Campomarino

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Dopo che gli incendi hanno divorato buona parte della vegetazione. Intanto va avanti l’inchiesta, per accertare se c’è la mano dell’uomo dietro il disastro ambientale che ha colpito la regione


CAMPOBASSO. Mille nuovi alberi per far rivivere la pineta di Campomarino Lido. Uno dei luoghi più belli del Molise, distrutta quasi totalmente nella zona Sud dagli incendi che hanno devastato la regione nella giornata di domenica 1 agosto.

Questo il progetto, lanciato dall’associazione Ambiente Basso Molise, che si è rivolta ai molisani e non molisani che vorranno un albero messo a dimora a proprio nome, per far rivivere uno dei grandi polmoni verdi della regione. Una prima risposta è già arrivata dalla Toscana e altre manifestazioni di interesse sono state avanzate.

Ma sono quasi 100 gli ettari di pineta annientati dalla furia del fuoco. Flora e fauna cancellati in poche ore. Un disastro ambientale ed economico. Serviranno milioni di euro solo per bonificare l’area investita dagli incendi, ha detto il sindaco di Campomarino Pierdonato Silvestri. Da fine agosto inizieranno le nuove piantumazioni, ma serviranno forse 20 anni per ricreare quell’habitat naturale unico nel suo genere.

La stima dei danni continua, intanto, anche negli altri comuni investiti dalla furia del fuoco, Guglionesi e l’area di Rio Vivo-Marinelle a Termoli, dove oggi si è recato il primo cittadino Francesco Roberti per un’ispezione con i Vigili urbani.

"Dalle prime immagini – le parole del sindaco all’Ansa - la telecamera ha evidenziato uno scenario dove immancabilmente la mano dell'uomo ha fatto la sua parte”. Cosa è successo lo accerterà l’inchiesta, aperta dalla Procura di Larino per verificare se dietro il disastro dei giorni scorsi c’è, come sembra, la mano dell’uomo.

Dolo o incuria, questo è da verificare. Mentre dalla Regione è partita, indirizzata al Governo Draghi, per tramite della Protezione civile, la richiesta di stato di emergenza ambientale. Come hanno fatto anche nelle altre regioni, a partire dal vicino Abruzzo, divorate dall’inferno di fuoco di domenica.

C.S.

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