Il Molise fantasma: in 30 anni persi 35mila abitanti. Una regione sempre più povera e isolata

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Una crollo verticale, che prosegue costante da oltre un ventennio e che fa rabbrividire se si pensa che agli inizi degli anni 90 i numeri erano nettamente differenti da quelli odierni: degli oltre 330 mila residenti registrati nel 1992, il Molise ne ha persi almeno 35mila. E’ come se fosse sparita l’intera popolazione di Termoli, il secondo centro più grande della regione


CAMPOBASSO. Un’emorragia continua, più volte denunciata anche da questa testata e che trova progressivamente conferma nei numeri che testimoniano una realtà che sta diventando drammatica, nel totale silenzio delle istituzioni: il Molise continua a svuotarsi, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.

L’Istituto Nazionale di Statistica, come riporta oggi il quotidiano Primo Piano Molise, lo scorso 30 settembre ha diffuso il nuovo rapporto sull’andamento demografico dal 1 gennaio al 31 luglio 2021, confermando le stime al ribasso anche per i prossimi mesi.

Nei primi sette mesi dell’anno in corso il Molise ha perso altri 2.036 residenti, di cui 400 a febbraio, 377 a marzo e 311 ad aprile. Di questo passo a fine anno la popolazione residente in Molise scenderà sotto quota 293mila. Una crollo verticale, che prosegue costante da oltre un ventennio e che fa rabbrividire se si pensa che agli inizio degli anni 90 i numeri erano nettamente superiori a quelli odierni: degli oltre 330 mila residenti registrati nel 1992, il Molise ne ha persi 35mila. E’ come se fosse sparita l’intera popolazione di Termoli, il secondo centro più grande del Molise.

Passato l’entusiasmo dettato dall’incremento degli arrivi di vacanzieri nei tre mesi estivi ecco che il Molise torna a fare i conti con la sua amara realtà: una terra condannata da qui a prossimi 20 anni alla desertificazione, con interi paesi fantasma, le sue aree interne più povere, un territorio sempre più incolto ed esposto a rischio idrogeologico e servizi essenziali che verranno ancora meno. A reggere l’urto del crollo demografico che interessa la stragrande maggioranza del territorio regionale è in parte solo l’area costiera, ma anche il destino della parte più produttiva del Molise dipenderà molto dalla riorganizzazione del sistema economico e finanziario dopo gli anni più duri dell’emergenza pandemica. Una realtà che non sembra interessare minimamente la classe politica locale, attenta solo alla conservazione del potere in funzione clientelare, il vero cancro che ha distrutto la regione e costretto migliaia di giovani a fare le valigie.

Dav. Vit.

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