Omicidio Micatrotta, incarico al generale Garofano. Venerdì accertamenti sul coltello e le macchie di sangue

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Saranno i Ris di Roma a svolgere le verifiche tecniche irripetibili. Intanto i legali della vittima nominano un perito scientifico e un esperto di informatica


CAMPOBASSO. L’analisi delle impronte digitali presenti sul coltello che ha reciso la carotide di Cristian Micatrotta. E l’esame delle macchie di sangue presenti sul luogo del delitto - la zona di via Vico, non distante dal terminal - sugli abiti della vittima, dell’accoltellatore, Gianni De Vivo, e dei due testimoni che erano con il geometra 38enne morto tragicamente la sera della Vigilia di Natale. Colpito alla gola da una pugnalata che si è rivelata fatale.

Sono questi alcuni degli accertamenti tecnici irripetibili che il Ris di Roma, il Reparto investigazioni scientifiche, comincerà venerdì 14 gennaio. Negli esami, che si svolgeranno a Roma, sarà coinvolto un super esperto, il generale Luciano Garofano, ex capo dei Ris di Parma, noto per essersi occupato di alcuni dei più efferati fatti di cronaca nazionale, dal delitto di Cogne e di Garlasco, alla strage di Erba, ai delitti commessi dal serial killer Donato Bilancia. Già conduttore del programma ‘L’altra metà del crimine’ su La7d, Luciano Garofano è stata presenza fissa della trasmissione ‘Quarto grado’, su Rete 4.

Garofano è il perito di parte nominato da Mariano Prencipe, l’avvocato che difende Gianni De Vivo, in carcere a Campobasso (in un primo momento era stato portato a Benevento), con l’accusa di omicidio volontario. Su richiesta del legale, la Procura di Campobasso, che con il Pm Elisa Sabusco coordina l’indagine, ha concesso di far eseguire accertamenti con la tecnica BPA, vale a dire la Bloodstain Pattern analisys, la branca delle Scienze forensi che ricostruisce la dinamica dell’evento delittuoso attraverso un viaggio a ritroso, sulla base della formazione delle macchie ematiche (visibili o latenti) presenti sul luogo del delitto. Accertamento che permette di ricostruire la posizione e i movimenti della vittima e dell’aggressore.

Alla presenza di Garofano i legali della famiglia Micatrotta, Fabio Albino e Domenico Fiorda, hanno risposto con la nomina di due consulenti. Un perito scientifico di un importante studio romano, per approfondire la questione delle impronte digitali, anche quelle sul coltello, e che a sua volta deciderà di svolgere gli accertamenti sulle macchie ematiche con il metodo BPA o con tecnica classica. Com’è stato evidenziato dell’enorme presenza di tracce ematiche in via Vico, infatti, Cristian Micatrotta con tutta probabilità è morto dissanguato.

Prevista anche la nomina di un perito informatico, per gli accertamenti sui cellulari sequestrati a Micatrotta, De Vivo e ai due uomini che erano con la vittima la vigilia di Natale, uno dei quali ora indagato per rissa, per la lite che avrebbe preceduto l’accoltellamento. Da quanto trapela Micatrotta e De Vivo non avrebbero avuto l’uno il numero di telefono dell’altro. Ma nelle ore precedenti l’omicidio ci sarebbero state una serie di telefonate e messaggi whataspp tra il 37enne in carcere e uno dei due amici di Micatrotta. Che ora passeranno al vaglio degli inquirenti, che potranno analizzarli insieme a quelli eventualmente eliminati dai cellulari.

“I familiari di Cristian Micatrotta sono straziati dal dolore – le parole dell’avvocato Fabio Albino – ma confidano nello svolgimento di indagini rapide e soprattutto accurate. Rapidità che finora c’è stata, già in relazione allo svolgimento dell’autopsia. Aspettiamo gli accertamenti irripetibili per avere altre risposte”. Risposte come quelle che giungeranno dalle parole di Gianni De Vivo, che si era avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia. L’avvocato Prencipe ha chiesto alla Procura di ascoltare il suo assistito. Forse già la prossima settimana sarà fissato l'interrogatorio.

Carmen Sepede

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