Isernia, al Paleolitico il gioiello della preistoria: le foto del ‘dentino’

Valutazione attuale: 4 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella inattiva
 

All’esposizione temporanea di oggi seguirà, entro fine anno, un allestimento in 3D che permetterà di valorizzare ulteriormente l’eccezionale reperto, il resto umano più antico d’Italia, vecchio di 600mila anni (GUARDA LA FOTOGALLERY)


ISERNIA. Un’esposizione multimediale che farà da degna cornice al resto umano più antico d’Italia, da ieri finalmente fruibile al pubblico presso il Museo Paleolitico di Isernia. Lo ha annunciato il direttore del Polo museale del Molise, Leandro Ventura, che in un’intervista al Tgr Molise ha detto anche i tempi: entro fine anno, il gioiello della preistoria italiana sarà ospitato non più in una semplice teca come adesso, ma sarà osservabile anche in 3D, fornendo al pubblico il maggior numero di informazioni disponibili e permettendone anche l’ingrandimento, in modo da far apprezzare ulteriormente il prezioso reperto, date le piccole dimensioni.

Ieri e oggi, intanto, in occasione delle Giornate europee del patrimonio, il dentino – trasferito subito dopo il ritrovamento, nel 2014, presso l’Università di Ferrara per gli studi del caso – potrà essere ammirato da curiosi, studiosi, turisti. Già ieri sono stati in tanti a recarsi al Museo per ammirarlo con i propri occhi. Un’esposizione temporanea, per ora, corredata dall’incontro-dibattito sul tema ‘Natura e cultura tra filosofia, scienza, arte e luoghi della cultura’, con contributi da parte di relatori di alto profilo sul tema dell’evoluzione biologica e culturale dell’uomo. Presenti per l’occasione, anche le principali autorità civili della città. Subito dopo, il professor Carlo Peretto, direttore degli scavi del sito ‘La Pineta’ di Isernia, ha presentato le attività di ricerca condotte dall’equipe dell’Università degli studi di Ferrara sotto la propria direzione scientifica.

Ma l’attenzione, com’era prevedibile, è stata tutta per il dentino da latte: un reperto eccezionale, appartenuto a un bambino vissuto circa 600mila anni fa - attribuito all'Homo heidelbergensis sulla base delle caratteristiche, dimensioni e per l’età cronologica - che resterà finalmente nel suo ‘habitat’, la sua casa, la città di Isernia. E che, forse, finalmente, conferirà a Isernia e al suo eccezionale patrimonio culturale l’attenzione internazionale che merita. Gli scavi, infatti, potrebbero rivelare altri resti umani: un’ipotesi da non escludere, secondo Peretto. Ma occorre continuare a cercare e, per farlo, c’è bisogno di fondi.