‘Evolution’: approda a Roma la mostra di Francino

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Il vernissage è in programma sabato 13. La mostra è stata realizzata in collaborazione con lo Spazio Arte Petrecca di Isernia e l’allestimento e testo critico di Carmen D’Antonino


ROMA/ISERNIA. Dopo il successo ottenuto nel capoluogo pentro approda a Roma ‘Evolution’: la mostra dell’artista Francino. Il vernissage è in programma per sabato 13 ottobre alle ore 18:30 presso la struttura ricettiva Piazza del Gesù | Luxury Suites di Roma, del Gruppo Roma Resort, di proprietà della Colella Holding di Isernia (Per saperne di più visita il sito www.bookingromaresort.com). La scelta del luogo è ricaduta su una location di eccezione, quella della Presidential Suite, che fungerà per la prima volta da cornice espositiva per le opere dell’artista molisano Francino.

La mostra dal titolo ‘Evolution’ è a cura dello Spazio Arte Petrecca di Gennaro Petrecca, con allestimento e testo critico della storica dell’arte Carmen D’Antonino. L’accesso all’evento sarà su invito e la mostra resterà aperta fino alle ore 21:30. Francesco Rizzi (in arte Francino) è nato a Campobasso il 28 luglio 1971. Laureato in giurisprudenza, dopo un breve periodo espositivo a Pavia, torna nel capoluogo molisano e, in seguito all’incontro con il pittore Antonio D’Attellis, decide di dedicarsi alla pittura. La sua prima personale è del 1998 e ha partecipato a: Arte Fiera di Cremona e Padova (1999), Arte-Expo di New York (2000), personale Praga (2001). Nel 2017 ha esposto in importanti Gallerie in Germania e Danimarca come quella di Paul Sties a Francoforte e la Gallery X a Copenaghen. Nel 2018 espone ad Isernia presso la Galleria Arte Petrecca con “Francino Evolution”. Vive e lavora a Campobasso.

“Francino – scrive Carmen D’Antonino – è un allievo dell’artista Antonio D’Attellis, il cui tratto è riconoscibile nei dipinti della sua fase figurativa più classicheggiante, nonostante risulti evidente la volontà di innovazione nelle tematiche pittoriche e nell’utilizzo dei materiali: dalla tela alla iuta, a nastri intrecciati che catturano l’immagine consegnando all’occhio dell’osservatore un risultato stupefacente di tridimensionalità e dinamismo abbinato ad un’armonia cromatica fortemente materica. Il legame istintivo con la natura è profondo e ne fa un raffinato “vedutista”, così come non meno interessante e delicata è la sua fase ritrattistica. Infine, si può affermare che Francino è un conoscitore della storia della pittura: lo si nota dai forti richiami ai grandi Maestri del Novecento, attualizzati in un’arte estremamente moderna, con una rivisitazione contemporanea”.

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