‘Alle frontiere dell’intensità’: congresso internazionale di fisica all’Unimol

‘Alle frontiere dell’intensità’: congresso internazionale di fisica all’Unimol

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Per analizzare i risultati di un nuovo esperimento, che sta raccogliendo dati per esplorare le proprietà fondamentali della materia e dello spazio


CAMPOBASSO. Dipartimento di Bioscienze e Territorio, indagine alle frontiere dell’Intensità con l’esperimento di fisica ‘g-2’, due giorni di risultati e di esperimenti.

Scienziati di sette Paesi, oltre all’Italia e quelli di tre laboratori Americani del Dipartimento dell'Energia, il Fermilab, Brookhaven e Argonne, insieme a più di una dozzina di Università degli Stati Uniti d’America stanno collaborando a un nuovo esperimento di fisica che sta raccogliendo dati per esplorare le proprietà fondamentali della materia e dello spazio.

L’esperimento ‘g-2’ (pronunciato ‘gee minus two’) è un’indagine alle frontiere dell’Intensità, l’Intensity Frontier un programma del Fermilab di Chicago, laboratorio Americano intitolato ad Enrico Fermi.

Invece che cercare di produrre particelle pesanti negli urti tra protoni energetici, come avviene al Cern, in questo esperimento i ricercatori tentano di scrutare nel mondo subatomico per cercare particelle pesanti nascoste nel vuoto dai loro effetti rari, che si manifestano raccogliendo un numero spaventosi di eventi simili per misurare variabili sensibili alla loro presenza.

L'esperimento utilizza il complesso acceleratore del Fermilab per produrre un intenso fascio di muoni, gemelli pesanti dell’elettrone, che viaggiano quasi alla velocità della luce. Lo scopo è di determinare con precisione il valore di una proprietà conosciuta come g-2 del muone. Come il suo gemello leggero elettrone, si comporta come un magnete rotante.

In piena presa dati, la Collaborazione ‘g-2’ ha deciso di indire un mini congresso dedicato a fare il punto dell’apporto italiano all’esperimento presso l’Università del Molise. I professori Graziano Venanzoni, Franco Bedeschi, Nath Atanu, Mathias Smith e molti altri saranno accolti dal professor Giovanni Musci, Direttore del Dipartimento di Bioscienze e Territorio di UniMol, che annovera ben quattro, tra docenti, ricercatori, dottorandi e studenti, componenti del gruppo di studio scientifico internazionale.

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