Gli amici dello storico Amadeus consegnano 2mila euro alla Onlus ‘MoliRari’

Gli amici dello storico Amadeus consegnano 2mila euro alla Onlus ‘MoliRari’

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Il contributo è stato consegnato all’ associazione molisana pazienti affetti da malattie rare, presieduta da Antonio Tartaglia, campobassano che da alcuni anni lotta contro la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica



CAMPOBASSO. Una serata all’insegna dei ricordi e di una generazione che ha movimentato la movida campobassana negli anni ‘90. Una reunion che, il 23 dicembre 2018, ha visto nuovamente tutti insieme i protagonisti dell’Amadeus, il locale che, dal 1991, rappresentò quanto di meglio c’era da fare in città. Un luogo di divertimento, di ritrovo, dove migliaia di ragazzi, oggi cresciuti, hanno trascorso le più belle serate della propria gioventù.

L’Amadeus è stata una moda in un periodo, gli anni ’90, particolarmente fervidi per Campobasso. I protagonisti del locale più frequentato del capoluogo furono bravi a precorrere i tempi, lanciando in città tutte le ultime novità musicali e di idee fresche per non trasformare il divertimento in monotonia.

L'evento del 23 dicembre 2018 ha avuto un duplice risvolto: ritrovarsi per una serata e raccogliere fondi in favore della Onlus ‘MoliRARI’, Associazione Molisana Pazienti Affetti da Malattie Rare, presieduta da Antonio Tartaglia, campobassano che da alcuni anni lotta contro la Sla, la Sclerosi Laterale Amiotrofica.Nel pomeriggio di lunedì 28 gennaio 2019, la consegna dell’assegno da parte dei tre storici protagonisti dell’Amadeus, Vincenzo D’Angelo, Fabio Ladomorzi e Charles Papa. Un paio di ore trascorse insieme ad Antonio anche per ricordare il compianto Franco Rubino.

Un assegno di 2.040 euro per le attività di ‘MoliRARI’, associazione che oggi continua a lottare per gli altri, grazie all’attivismo di Guglielmina Lo Muzio, la moglie di Antonio.La consegna a casa del presidente di ‘MoliRARI’, da dove Antonio Tartaglia, grazie all’ausilio del suo inseparabile tablet, grida al mondo intero la sua voglia di vivere e quella di combattere per i diritti di chi, solo apparentemente, non ha la forza di parlare. Ma gli sguardi di Antonio, simbolo dei malati di Sla in Molise, proiettati sul tablet per la comunicazione, valgono più di centomila parole.

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