Corso di apicoltura in carcere: consegnati gli attestati ai detenuti

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Si è concluso il progetto S.I. API, promosso dal Circolo Legambiente Eugenio Cirese di Campobasso presso la Casa Circondariale del Capoluogo di Regione


CAMPOBASSO. Il progetto S.I. API., finanziato con i fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese ha permesso ad undici detenuti di avvicinarsi al mondo dell’apicoltura attraverso un percorso formativo professionalizzante iniziato lo scorso ottobre e che continuerà in primavera con altre attività a tema apicoltura all’interno dell’istituto penitenziario

Con la consegna degli attestati di partecipazione si è concluso, martedì 22 gennaio, il progetto S.I. API. – Scuola Itinerante di Apicoltura - promosso dal Circolo Legambiente Eugenio Cirese di Campobasso presso la Casa Circondariale del Capoluogo di Regione. Gli organizzatori del corso, insieme al direttore della struttura penitenziaria, il dott. Mario Silla, hanno tracciato un bilancio positivo dell’esperienza formativa.

Gli 11 studenti coinvolti, infatti, si sono dimostrati motivati e interessati ad apprendere non solo le tecniche apistiche, ma anche gli aspetti ambientali e di sostenibilità legati al mondo delle api, soprattutto il loro valore di indicatore biologico e l’importanza della presenza delle api nell’ecosistema. Questo è risultato evidente dalla presenza assidua alle lezioni, dalla curiosità delle domande in aula e dalla volontà espressa di avviare in futuro un percorso lavorativo in ambito apistico. Inoltre, data la presenza di molti detenuti di origine straniera, il corso si è rivelato un importante momento di scambio interculturale, grazie ai racconti su come si pratica l’apicoltura nei diversi paesi di origine.

Il progetto S.I. API è la terza esperienza del Circolo Legambiente Eugenio Cirese – nell’ambito dell’agricoltura sociale. “Siamo fermamente convinti che progettualità del genere – afferma il responsabile del progetto, Andrea de Marco – siano un’occasione unica per accrescere le capacità di soggetti più a rischio di marginalità sociale, garantendo loro libertà di realizzarsi tramite esperienze formative che restituiscono in pieno la dignità sia di lavoratore che di cittadino. Un ringraziamento particolare va alla Chiesa Valdese per l’attenzione riposta verso i progetti di agricoltura sociale che il nostro circolo sta portando avanti.”

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