La Giornata Mondiale della Poesia 2019: 'Conchiglie, Poeti africani'

La Giornata Mondiale della Poesia 2019: 'Conchiglie, Poeti africani'

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di Marilena Ferrante

La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale Unesco nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.

A tal proposito vorrei proporre una diversificata lettura di questo linguaggio che ha incarnato l’Assoluto fin dai primordi della nostra civiltà.    

La Poesia è stato lo strumento indispensabile per carpire l’Essenza del mondo e delle cose, dei sentimenti arrugginiti nel corso del tempo e che hanno trovato conforto e libera espressione nel cuore pulsante della lingua, delle parole, delle immagini trasformate in veicoli di emozione, di ricordo, di piena espansione dell’Io mai decisamente inconsapevole della sua illimitata possibilità di esistere e di re-sistere.

Questa creatura, la Poesia, che ha disarcionato gli animi sensibili dal fardello dell’incolpevole disagio che perlustra , come spettro, la corteccia delle emozioni, l’instancabile capacità di vivere nel tormento delle passioni, nella spregiudicata maniera di sopravvivere lontano dall’incanto dei molti e vicino alla coscienza dei pochi.

Qualche anno fa mi sono ritrovata, sulle spiagge dell’amato Salento, a chiacchierare con un uomo di colore che vendeva libri, il mio prodotto commerciale preferito…

Da una di quelle buste colorate di plastica ha tirato fuori un libricino con una copertina gialla con una strana conchiglia impressa sul fondo nero.

Ho letto “ Conchiglie, Poeti africani” di Abdel Kader Konate. Forse lo scintillio dei riflessi del sole, forse la mano amica di questo omone che mi forniva il libro tra le mani, l’ho acquistato al volo e non ho smesso di leggerlo davanti alla schiuma delle onde del mare che mi concedevano quella pace necessaria per estraniarmi dal mondo circostante.

Ed ho fatto un viaggio straordinario nel quale mi sono immersa nella luce delle foreste africane, nella membrana della notte attraversata dagli ululati del peccato, della malasorte, alimentata dal coraggio di quei viaggi in terre lontane. Ho visto corpi straziati, il mantello di stelle che ricopriva i tormenti delle anime invischiate nel torbido processo dello sdradicamento delle radici, quelle del mondo dorato delle fiammanti giornate di sole di quell’Africa lontana , spartita tra le deportazione e il senso di morte e di mistero.

Dalla prefazione di Carla Ricci riporto

“ Abdel, novello Ulisse, in viaggio per il mondo, da cui si fa penetrare per impadronirsi della sua essenza, anela alle sue origini e pensa ad Itaca, alle sue spiagge, ai suoi odori e sapori, facendosi travolgere e sommergere dalla nostalgia che non è un ricordo doloroso, ma una esperienza vitale e feconda…..”
Poesie come queste che vi concedo di apprezzare fanno vivere intensamente il piano della forza umana, della speranza, della solidarietà di cui la nostra società ha tanto bisogno oggi.

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