‘Pari Comunicazioni’ per valorizzare le differenze, combattere e superare i pregiudizi

‘Pari Comunicazioni’ per valorizzare le differenze, combattere e superare i pregiudizi

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Il progetto realizzato dal Comune di Campobasso e le associazioni Libera Luna Onlus, Viva Onlus e Incas ha ottenuto il riconoscimento e il sostegno finanziario della Presidenza del Consiglio dei Ministri


CAMPOBASSO. Dall’asilo alle scuole superiori, coinvolgendo le famiglie per attivare un circuito davvero virtuoso che insegni come comunicare le differenze di genere. L’obiettivo è importante perché ha ripercussioni evidenti sulla società, quella esistente e quella che verrà: favorire il riconoscimento, la riflessione, il superamento di modelli strutturati, di pregiudizi, di stereotipi connessi al genere per prevenire le discriminazioni, l’esclusione, il bullismo e l’omofobia.

Si chiama ‘Pari comunicazioni’ ed è un progetto che reca l’egida della Presidenza del Consiglio dei Ministri: a Campobasso ne sono partner il Comune e le associazioni Incas, Libera Luna e Viva Onlus. Hanno aderito al progetto sette istituti scolastici cittadini: Mario Pagano, Marconi, Pertini-Montini-Cuoco, Jovine, Colozza, Romita e Montini.

Associazioni che hanno messo in campo il proprio know how per dialogare, in maniera differente in base all’età, con gli alunni e con le famiglie e che faranno di questo lavoro importante per l’oggi e per il domani un documentario, un fumetto animato, una campagna di comunicazione e una mostra itinerante di quanto realizzato nei laboratori scolastici.

Progetto già partito, di cui oggi hanno discusso l’assessore Livia De Benedittis e i referenti delle associazioni che partecipano con un ruolo da protagonista in forza delle professionalità che esprimono. La sensibilizzazione è indispensabile perché si superino alcuni modelli culturali arretrati, i pregiudizi e gli stereotipi connessi alla violenza di genere. Sono stati quindi avviati e conclusi i percorsi all’interno delle scuole, sia dell’infanzia che di primo grado, con il coinvolgimento del personale docente e delle famiglie perché si rafforzi la sensibilità verso i valori della tolleranza, dell’uguaglianza, del rispetto, della non violenza e perché si favoriscano i cambiamenti socio-culturali necessari ad eliminare ogni forma di pregiudizio, di tradizioni arcaiche che coinvolgono i ruoli all’interno della società di donne e uomini.

Per le scuole superiori il percorso è stato naturalmente diverso, ha visto il coinvolgimento maggiore degli studenti molti dei quali – come è stato rimarcato nel corso della conferenza stampa – già attenti al tema e sensibili alle vicende che troppo spesso accadono. Laboratori artistici, di storytelling, di videomaker e teatrali. Si completerà il quadro attraverso i processi simulati in Corte d’Appello, le storie a fumetti e i video fumetti, il videodocumentario di progetto, il talk show e la mostra itinerante.

Ogni associazione ha fornito le proprie professionalità. Le psicologhe di Libera Luna e di Via Onlus (hanno illustrato le attività Manuela Galasso e Giusy Pallotta) hanno incontrato gli alunni, i docenti e le famiglie creando quel circuito virtuoso che si autoalimenta e si espande all’esterno in una sorta di benefico effetto domino. L’associazione Incas di Marco Caldoro si occupa della parte comunicativa attraverso le forme d’arte che sono il teatro e il videofumetto, il documentario che racconta il progetto e il talk show finale.

Ogni mattoncino che si aggiunge alla costruzione dei cittadini, questa volta, non erige muri o barriere ma contribuisce a dare forma e concretezza ad una società che accoglie le differenze e ne fa punto di forza, che usa il linguaggio appropriato e non stereotipato, che si confronta e non alza le mani restituendo dignità ad ogni essere umano.

lucsam

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