Isernia, i tesori del MuseC protagonisti al festival dell’archeologia

Isernia, i tesori del MuseC protagonisti al festival dell’archeologia

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Domani 5 aprile a Roma l’inaugurazione della tre giorni del festival che quest’anno sarà dedicato alla metallurgia



ISERNIA. Nuova ribalta nazionale per il MuseC di Isernia che, da domani e per tre giorni, sarà protagonista a Roma dell’Archeofest, il festival dedicato quest’anno alla metallurgia.

Il Museo dei Costumi del Molise di Isernia è stato invitato a prendere parte alla manifestazione con diverse iniziative, in grado di esaltare i contenuti culturali del museo e di promuovere l’intero territorio regionale. Nei tre giorni della manifestazione, sarà riservato al MuseC uno spazio nel salone delle esposizioni, per accogliere una selezione della ricca collezione dei gioielli antichi esposti al MuseC, accanto a due costumi tradizionali, Letino e Venafro, con visite guidate per i visitatori (tutti i giorni, dalle ore 10:00 alle ore 18:00).

Sabato 6, nell’ambito dei convegni scientifici dal titolo “Metallurgica. Storie di artigiani, metalli e tecniche”, alle ore 10 è in programma una relazione del direttore scientifico del MuseC, Antonio Scasserra, sulla simbologia dell’oreficeria popolare antica, che vedeva in Agnone un centro di eccellenza della produzione orafa, al pari di Napoli, capitale del Regno; storicamente importata ad Agnone dai veneziani, l’arte agnonese di costruire gioielli e monili si era affinata nei secoli, al punto divenire molto rinomata e ricercata, con una copiosa produzione di qualità eccelsa che, a partire dalle tante botteghe artigiane agnonesi, si diffondeva in tutto il Regno di Napoli e oltre i suoi confini.

Un altro spunto in merito alla lavorazione dei metalli viene dal costume di Gallo Matese, sul cui corpetto le donne agganciavano una lunga catena che portava alle estremità un paio di forbici e un coltello, simbolo, le prime, delle virtù femminili, ma anche - il coltello - strumento di difesa dell’onore di una donna sposata. Dono del marito, forbici e coltello non potevano che provenire dalla forgia e dalla maestria degli artigiani di Frosolone, per cui, nell’area riservata ai laboratori, si terrà, sabato dalle ore 15 alle ore 18 e domenica dalle ore 10 alle ore 17 una dimostrazione pratica affidata alla maestria di Nicola Francescone, artigiano campobassano di origine frosolonese. Anche la dimostrazione, come il suo curatore, unisce la sapienza antica di Frosolone e di Campobasso, poiché i manici delle forbici che compongono l’accessorio erano quasi sempre ornati dalla grazia e dall’eleganza raffinata dell’acciaio traforato.

Domenica 7 aprile, dalle ore 10 alle ore 17, il MuseC curerà un altro evento, nella giornata finale del festival che lo scorso anno ha fatto registrare la presenza di oltre tremila visitatori: una rievocazione in costume del rituale molisano della Palma, un’antica usanza connessa al fidanzamento di cui, ancora una volta, era protagonista il gioiello, donato dalla suocera alla futura nuora, secondo un rituale stabilito, in occasione della domenica delle Palme. Per le dimostrazioni e le rievocazioni, saranno indossati i costumi tradizionali di Frosolone, Baranello, Gallo Matese e Roccamandolfi.

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