Fra Immacolato Brienza, 30 anni fa moriva ‘il Santo di Campobasso in carne ed ossa’

Fra Immacolato Brienza, 30 anni fa moriva ‘il Santo di Campobasso in carne ed ossa’

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Lo descrisse così Padre Pio, nel 1953 ai suoi fratelli di comunità. Nella sala consiliare del Comune del capoluogo un incontro per ricordare la figura del Carmelitano, alla presenza dei suoi familiari


CAMPOBASSO. A trent’anni dalla scomparsa di Fra Immacolato Brienza, la sala consiliare del Comune del capoluogo ha aperto le porte ad un incontro per ricordare la figura del Carmelitano, tanto amato non solo nella sua cittadina.

Dopo gli indirizzi di saluto del sindaco Battista e dell’assessore alla Cultura Lidia De Benedittis, sono intervenuti don Vittorio Perrella, il professor Giuseppe Biscotti, il professor Antonio Di Tullio e i due postulatori don Gabriele Teti e don Fabio Di Tommaso. Rapite dal racconto della sua vita, le tante persone che hanno ascoltato le testimonianze dei familiari di Fra Immacolato, la sorella Lucia e il nipote Emilio.

Le conclusioni sono state affidate all’arcivescovo di Campobasso-Bojano, Giancarlo Maria Bregantini.

sala brienza

Aldo Brienza nacque a Campobasso il 15 agosto del 1922. A 15 anni fu colpito da osteomielite acuta, un male che ne minò per sempre il fisico ma non lo spirito.

Dolori acutissimi ai piedi ‘come di un chiodo che li trafigge da parte a parte’ diceva. L’infezione si estese presto ad entrambi gli arti, al bacino e alla colonna vertebrale. Da quel momento, ‘senza poter muovere null’altro che la testa, un braccio ed un po’ soltanto il busto’, accudito amorevolmente dalla famiglia, non abbandonò più il suo letto per 51 anni.

Altre malattie infierirono senza sosta su quel corpo. Eppure, ’non un lamento, non un attimo di sconforto, non un momento di commiserazione, nulla. Solo l’espressione testimoniava la sua sofferenza nei momenti più terribili’. Ma se sopraggiungeva l’amico o il visitatore sconosciuto, il dolore atroce lasciava il posto al sorriso, che tornava ad illuminarne il viso.

Il 2 marzo del 1948 la Santa Sede gli concesse di emettere i voti solenni nell’ordine dei Carmelitani pur continuando a vivere nella sua casa, assistito dai familiari.

La fase diocesana del processo di beatificazione di Fra Immacolato Brienza è iniziata il primo ottobre del 2004, annunciata dall’allora vescovo dell’arcidiocesi di Campobasso-Bojano, Armando Dini, che invitò chi lo avesse conosciuto e avuto contatti con lui a fornire testimonianze giurate da inviare alla Congregazione dei Santi presso la Santa Sede. Fase chiusa ufficialmente l’11 maggio del 2007.

il 5 febbraio del 2008, la delegazione composta dall’Arcivescovo Bregantini, don Vittorio Perrella nella qualità di presidente della Commissione diocesana e don Gabriele Teti, postulatore della causa, ha consegnato in Vaticano, presso la Congregazione per le cause dei santi, oltre 4000 pagine di materiale utile per il processo di beatificazione.

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