Campobasso: inaugurata la mostra di Tony Vaccaro, 'il fotografo dell'umano'

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Grande partecipazione all’incontro con l’autore, il Palazzo Gil si riempie di amanti dell’istantanea. GUARDA IL VIDEO


di Andrea Vertolo

CAMPOBASSO. “L’uomo non ha imparato ancora la lezione di essere se stesso, umano”. Il fotografo italo-statunitense Tony Vaccaro si presenta così al numeroso pubblico di Campobasso. Lui, denominato il fotografo dell’umano, ha voluto raccontare, insieme ad Andrea Morelli, ogni singola istantanea presente nella mostra ‘Fotografie di una vita’ che resterà aperta al pubblico fino al 6 ottobre negli spazi espositivi del Palazzo Gil.

“Sono stato e sono fortunato. Accetto tutto quello che mi da la fortuna”. Queste le sue parole mentre racconta gli scatti che lo hanno reso celebre non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo. La sua fotografia più significativa è senza dubbio ‘Il bacio della liberazione’: un soldato americano che bacia una bambina nei giorni successivi allo sbarco in Normandia. Vaccaro era, in quegli anni, arruolato nell’esercito a stelle e strisce ma con se portava sempre le sue macchine fotografiche. “Avevo due fotogrammi a disposizione – spiega – ed ero molto più lontano da loro. In quei tempi si usava dare tre baci per salutarsi. Quando ho visto il primo sono corso immediatamente in quella direzione, avevo pochi secondi per scattare. Così è nato il bacio della liberazione”.

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Anche oggi al collo, durante il dialogo con il curatore della mostra Andrea Morelli, ha ancora la sua macchina fotografica preferita, una vecchia Leica che porta con sé. Con macchine fotografiche come quella ha fotografato immagini crude della Seconda guerra mondiale, soldati privi di vita e attimi precedenti ai colpi mortali. Poi la bellezza, come a voler vedere rinascere l’uomo dopo gli orrori del conflitto mondiale, nascono così scatti come il girotondo dei bambini e anche primi piani celebri come quelli realizzati a Sofia Loren e a Picasso. “Mi ha dato il permesso di fotografarlo – ha spiegato Vaccaro riferendosi al grande pittore – credevo di soggiornare da lui un paio di ore. Lui era solo e alla fine mi ha tenuto a casa sua per 57 giorni. Quando sono andato via lui era triste. Incredibile. Il più grande artista del mondo che vive solo e nella tristezza”.

Grande la gioia quando le immagini si fermano su J.F. Kennedy, al quale Vaccaro ha sempre mostrato grande stima. Tra i volti noti anche Anna Magnani e il suo sguardo triste e quello di Enzo Ferrari, il giorno in cui perse l’amato figlio in un incidente. Tra i vari scatti fotografici che i visitatori potranno ammirare anche le foto del suo Molise. A Bonefro Tony Vaccaro passò gran parte della sua giovinezza e spesso ha deciso di immortalare attimi e persone della propria terra.

Una mostra, quindi, che si presenta come un viaggio nel mondo, tra personaggi ed eventi che hanno caratterizzato il secolo scorso, unita a luoghi e volti vicini che legano i molisani alle proprie radici.

 

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