Omaggio a Beethoven, al Teatro Savoia la musica del Quintetto Elise

Omaggio a Beethoven, al Teatro Savoia la musica del Quintetto Elise

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L’evento è in programma a Campobasso sabato 11 gennaio a partire dalle ore 18:30


CAMPOBASSO. Per omaggiare i 250 anni dalla nascita di Beethoven al Teatro Savoia andrà in scena il concerto del Quintetto Elise. L’appuntamento con la grande musica si terrà sabato 11 gennaio alle ore 18:30.

Il Quintetto Elise è formato da musicisti che hanno condiviso un tratto significativo del loro percorso professionale in due tra le più rappresentative compagini cameristiche del panorama nazionale e internazionale come I Musici di Roma e I Solisti Aquilani. Il programma prevede due capisaldi del repertorio per questa formazione come l'op 28 di Beethoven e l'op. 88 di Brahms ed un'opera inedita commissionata dagli Amici della Musica di Campobasso ad Andrea Manzoli, giovane ma già affermato compositore, formatosi alla scuola di Ivan Fedele a Strasburgo e presso l'Accademia Nazionale di S. Cecilia.

Composizione stranamente poco eseguita ma vero capolavoro ricco di tematiche affascinanti e complesse, il Quintetto in do maggiore op 29 " La Tempesta" di L.v. Beethoven è l'unico dei quattro quintetti per archi che nasce espressamente per tale organico. Le altre opere sono infatti rifacimenti di altre composizioni. Alcuni critici ritengono che Beethoven abbia adottato questa tipologia a cinque, non tanto per esigenze compositive, quanto per ottenere col raddoppio della viola, una colorazione strumentale più efficace ed una maggiore sonorità. Il quintetto in do maggiore è soprannominato "La Tempesta" per l'impetuoso movimento finale e fu dedicato dall'autore nel 1801 al Conte Moritz von Fries.

Il Quintetto n. 1 in fa maggiore op 88 fu scritto da Brahms quasi di getto nella primavera dell’estate del 1882 ad Ischl. Già alla fine di giugno di quell'anno la musica di questo lavoro fu data in lettura da Brahms all'amico Theodor Billroth, che in una lettera inviata il 24 ottobre 1882 a Clara Schumann, dice «Ogni tempo è datato "primavera 1882", e davvero tutto ha suono e soffio di primavera... euforia, gioia, musica di bellezza raffaellesca! Eppure, in tanta semplicità, tutto s'impronta di splendida maestria. Tre tempi concisi, e in ognuno l'arte contrappuntistica conferisce alla bellezza del suono musicale; tutto fluisce con tanta naturalezza da sembrare necessario e inevitabile. Non si può dire che un tempo sia più bello o più significativo, interessante, artistico dell'altro».

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