A Campobasso la mostra su Antonio Pettinicchi ‘Vedere il paesaggio’

A Campobasso la mostra su Antonio Pettinicchi ‘Vedere il paesaggio’

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L'inaugurazione è prevista giovedì 20 febbraio 2020 ore 18; l’evento è a cura di Lorenzo Canova, Piernicola Maria Di Iorio e Riccardo Gentile Lorusso


CAMPOBASSO. La Galleria Gino Marotta presso l’Aratro, nel secondo edificio polifunzionale dell’Università del Molise a Campobasso, rende omaggio ad Antonio Pettinicchi, (Lucito 1925-Boiano 2014) uno dei più importanti artisti nati in Molise nel secondo Novecento, con una piccola mostra antologica che raccoglie dieci grandi tele dedicate al paesaggio, uno dei temi centrali nella lunga carriera di un pittore che si è sempre confrontato con i luoghi e le persone della sua terra di origine attraverso uno sguardo innovativo e fantastico. L’inaugurazione è prevista giovedì 20 febbraio 2020 ore 18, e l’evento è a cura di Lorenzo Canova, Piernicola Maria Di Iorio e Riccardo Gentile Lorusso.

L’opera di Pettinicchi fonde in modo consapevole esperienze storiche diverse che uniscono sapientemente Espressionismo, Nuova Oggettività e astrazione, dando vita a una pittura che negli anni ha raggiunto poetici e drammatici accenti visionari. Pettinicchi accompagna così il nostro occhio alla scoperta del mistero e della bellezza segreta del paesaggio molisano, rivelando la magia nascosta dei borghi e della natura uniti in un legame secolare.

Come scrive Di Iorio: “Questi luoghi lontanissimi dalla realtà contemporanea frenetica e fredda, generano la sua personale visione del mondo, caratterizzata da quella calma necessaria per una riflessione mai statica e retorica, ma costruttrice di un’unica opera costituita da tutti i suoi lavori. Guardare i paesaggi molisani di Pettinicchi è osservare i luoghi in cui le atmosfere fantastiche sono viste da lontano, ma non tanto da far perdere i particolari che li compongono. La vista delle facciate delle case, il campanile, la cassa armonica, gli interni domestici che sembrano esplodere dai balconi, sono avvolti da una luminosità crepuscolare densa, decisa a rimanere vigile, ostinata nell’interrompere la fugacità del tempo. Le ombre indefinite e le forme marcate rilevano un chiarore che accende i toni cromatici e il rosso, il blu, il viola e l’azzurro si amalgamano nella luminescenza del bianco dando vita alle grandi tele. Una rappresentazione della realtà che è anche il suo contrario, una visione che trascende la chiara appartenenza a specifici luoghi e sposta invece l’attenzione dell’osservatore verso una dimensione potenziale in cui predomina il sentimento. L’opera tutta di Pettinicchi si sdogana istintivamente dall’idea di essere Artista molisano, il vedere la sua terra è un racconto universale e ovunque riconoscibile, è amore e gioia per ciò che ha vissuto, è testimonianza indispensabile per mantenere tenacemente in vita la tensione”.

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