‘La cultura non si ferma’, sul sito del Mibact la storia del medico isernino al tempo dei Cesari

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Nell’ambito della campagna lanciata dal ministero per la Cultura durante l’emergenza coronavirus, fruibile un video relativo ad una epigrafe trovata nella Cattedrale di San Pietro, nel capoluogo pentro, e poi smarrita


ISERNIA. Ufficialmente al via in Italia la campagna Mibact ‘La cultura non si ferma’, che consente ai cittadini di fruire della vasta offerta culturale del Paese in rete al tempo del coronavirus.
Sul sito del ministero dei Beni culturali è stata creata una pagina ad hoc che aggrega, in diverse sezioni, le molteplici iniziative virtuali organizzate dai luoghi della cultura statale, dal mondo dello Spettacolo, della Musica e dell’Audiovisivo.

Ed ecco che in tour virtuale sulle pagine del Molise – come rilanciato dal TGR RAI– viene alla luce l’affascinante storia di un medico isernino.
È la storia di Caius Marius Ialysus, schiavo liberato che esercitò la professione medica al tempo dei Cesari, nell’Aesernia imperiale, diventando così un uomo ricco e rispettato.

Il tutto è raccontato in una epigrafe ritrovata nella Cattedrale pentra di san Pietro, poi smarrita. Della stessa rimane solo una copia apocrifa.
Il video – evidenzia TGR – è stato messo in rete sul canale del Mibact dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise, così come tanti altri che illustrano le ‘bellezze’ del territorio: dal Museo del Paleolitico di Isernia ai castelli di Gambatesa e Civitacampomarano, e tanto altro ancora.

 

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