Andrea d’Isernia nel ritratto di Giuseppe Arcimboldo

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In un celebre quadro del XVI secolo, col suo originalissimo stile raffigurativo, l’artista ritrasse il celebre gureconsulto


 di Alessandra Gioielli

 Giuseppe Arcimboldo, uno degli artisti più innovativi e originali della storia dell’arte, annovera fra i suoi capolavori “Il giurista”, un olio su tela di cm 64x51, realizzato nel 1566.

Questo famoso quadro mostra – distintamente e simbolicamente collocato – il nome ‘Isernia’. La ragione per cui Arcimboldo volle ricordare la città molisana risiede nella grande notorietà di cui ha sempre goduto, dalla seconda metà del XIII secolo in poi, il giureconsulto Andrea d’Isernia (1230 ca.-1316).

1 arcimboldoL’opera omaggia proprio costui, benché non sia un normale ritratto ma solo una delle celebri e geniali rappresentazioni protosurrealiste di Arcimboldo. Raffigura un uomo a mezza figura che indossa un copricapo nero, un pesante abito semiaperto, bordato di pelliccia, e un corpetto rabescato il cui colletto è fatto di fogli manoscritti. Il volto è ottenuto con l’uso di animali: la guancia è una coscia di pollo; il naso è il corpo d’un uccello spennato le cui ali formano le sopracciglia e il cui occhio è anche l’occhio dell’uomo, le sue zampette nere sono i baffi; la bocca dell’uomo è quella d’un pesce e il pizzetto del mento è la coda d’un altro pesce.

La parte inferiore del quadro mostra due tomi giuridici: quello in alto reca sul taglio la scritta ‘Isernia’, su quello in basso si legge ‘Bartho’. Della prima ho già spiegato il significato; la seconda si riferisce molto probabilmente a Bartolomeo di Capua (1248-1328), altro notissimo giurista medievale.

 

 

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