Molise nuova frontiera del cicloturismo: la scoperta di un territorio selvaggio su Il Sole 24 Ore

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Non si arresta la ribalta nazionale per la ‘regione che non esiste’. L’articolo a cura di Manlio Pisu evidenzia le potenzialità ancora non espresse e ‘bacchetta’ le amministrazioni locali per lo scarso ruolo propulsivo in termini di valorizzazione e promozione


CAMPOBASSO. Un viaggio in bici da Sepino alla via dei tratturi è l’occasione per lanciare il Molise quale nuova frontiera del cicloturismo. Una terra ricca di potenzialità inespresse che, forse, meriterebbe più valorizzazione da parte delle amministrazioni pubbliche.
Questo il quadro rappresentato da Manlio Pisu su ‘Il Sole 24 Ore’: una nuova ribalta nazionale per la ‘regione che non esiste’.

“Con i suoi 4.460 km quadrati e 302.000 abitanti – si legge - il Molise è una delle regioni più piccole d'Italia. La densità di popolazione (68 persone per km quadrato) è fra le più basse nel Paese. Qui lo sguardo può facilmente spaziare a perdita d'occhio senza incontrare segni di antropizzazione: non un centro abitato, non una casa, non un traliccio o una strada, in una sorta di Wyoming domestico a un tiro di schioppo dalla Capitale [...] Gli ingredienti per affermarsi come la nuova frontiera del turismo ci sono tutti, tanto più nel contesto post-Covid, che induce a riscoprire con nuovi occhi il principio del ‘vicino è bello’. Ciò che è rimasto della rete viaria dei tratturi, spolpata da un'usucapione aggressiva in decenni di abbandono, costituisce ancora e malgrado le ingenti perdite un patrimonio che - se opportunamente valorizzato in una logica di bikenomy e di turismo sostenibile per bici, trekking e cavallo - può fungere da volano per l'economia locale, contribuendo a rivitalizzare il tessuto sociale e a contrastare lo spopolamento dei tanti piccoli borghi [...] Eppure ad oggi lo scrigno di questo patrimonio turistico, di grandi potenzialità, è in massima parte da aprire. Il forestiero lo coglie a prima vista; non altrettanto i locali. Le amministrazioni pubbliche sul territorio non sembrano svolgere un ruolo propulsivo quanto a valorizzazione e promozione […] È una meta pioneristica, che presuppone desiderio di scoperta e un po' di spirito d'avventura”.

Insomma, una celebrazione e un invito a fare di più.

QUI  l'articolo integrale

 

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