Amedeo Tosti da Pietracupa, il gigante della storiografia militare del XX secolo

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Il molisano (Pietracupa 1888, Roma 1965) è stato fra i massimi cultori della storia militare del Novecento. Fu autore di numerose opere e collaborò con l’Enciclopedia Treccani. Scrisse per le case editrici Mondadori, Alpes, Bona, Faro, Rizzoli. Il suo pseudonimo era Historicus


di Alessandra Gioielli

Era molisano il maggiore storiografo italiano della prima metà del Novecento, vale a dire Amedeo Tosti, alias Historicus, nato a Pietracupa il 22 agosto 1888.

Dopo aver conseguito tre lauree – in Giurisprudenza, in Lettere e in Scienze politiche –, Tosti partecipò alla Prima Guerra Mondiale quale ufficiale di complemento dell’arma di artiglieria, meritando quattro ricompense al valore e due promozioni per merito: Capitano e Maggiore. Dopo la fine del conflitto, fu segretario della Commissione per gli studi storici sulla guerra mondiale e, nel 1932, fu incaricato dell’insegnamento di storia militare presso l’Università di Roma.

Il 24 giugno 1935, durante il periodo fascista, il “Sottosegretariato per la stampa e la propaganda” fu trasformato in Ministero per la stampa e la propaganda. All’interno della Direzione generale per la stampa di tale Ministero, venne creata la Divisione III, ossia la Divisione Libri, diretta proprio da Amedeo Tosti e il cui personale era formato da otto giornalisti per i libri italiani e trentadue per i libri stranieri. Il Ministero per la stampa e la propaganda sottrasse, in tal modo, la competenza al Ministero dell’Interno. Restò ai Prefetti, però, il compito di individuare i libri sospetti di contenere sentimenti antifascisti e di segnalarli, tramite il Ministero, alla Direzione Libri che decideva se censurarli, sequestrarli, proibirne la ristampa o richiederne la revisione.

Come storiografo pubblicò numerose opere per alcune delle maggiori case editrici italiane (Mondadori, Alpes, Bona, Faro, Rizzoli e altre ancora) e collaborò con l’Enciclopedia Treccani. Importanti i suoi volumi sulla Grande Guerra, con particolare riferimento ai fatti salienti accaduti sul fronte trentino dove egli stesso fu presente come ufficiale dello stato maggiore. Trattò numerosi argomenti anche della Seconda Guerra Mondiale e delineò biografie di personaggi di rilievo (i duchi d’Aosta Emanuele Filiberto e Amedeo, il maresciallo Pecori-Giraldi, il maresciallo Mannerheim, il generale Pietro Badoglio). Si interessò, altresì, a varie tematiche di letteratura (poesia dialettale, l’opera di Ippolito Nievo, nemesi carducciana). Alcuni suoi libri sono firmati con lo pseudonimo Historicus, che non sta ad indicare “uno storico” bensì “lo storico”.

Amedeo Tosti è morto a Roma il 22 gennaio 1965.

Questo un ristretto elenco delle sue innumerevoli pubblicazioni: La guerra e la letteratura (1927), La gesta e gli eroi (1929), L’esempio dei capi (1930), Il contributo dell’Italia alla guerra mondiale nei due primi anni del conflitto 1915-1916 (1931), Monte Pasubio (1933), La battaglia bianca (1933), La guerra sotterranea (1935), Bandiere bianche (1938), Condottieri dei nostri tempi (1939), Il cerchio di fuoco (1942), Storia dell’esercito italiano (1942), La guerra che non si doveva fare (1945), Storia della seconda guerra mondiale (1948), Italia del nostro tempo (1956), Pietro Badoglio (1956).

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