Un libro su Adriano Lualdi, musicista e compositore

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di Alessandra Gioielli

Adriano Lualdi, musicista e compositore, una gloria di Larino, è questo il titolo d’un recente libro pubblicato da Napoleone Stelluti. Il volume si apre con notizie biografiche su Lualdi e prosegue con un numero rilevante di riproduzioni di documenti e spartiti che dimostrano l’intensa e importantissima attività musicale e musicologica dell’illustre larinese. Nella pubblicazione di Stelluti c’è di tutto: foto del M° Lualdi da solo o con altri, articoli di giornali e riviste che hanno scritto di lui, i suoi documenti d’identità, le copertine dei suoi tanti libri, alcuni interventi del parlamentare Lualdi alla Camera dei Deputati. Ma soprattutto c’è la ristampa di «Samnium, tre motivi paesani per orchestra», ossia I mietitori di Vasto, Canzone della vecchia Larino e Il Maggio della Defensa. Si tratta d’una trilogia di composizioni che Lualdi volle dedicare alla sua terra natale.

Il volume di Napoleone Stelluti è stato presentato la scorsa estate a Larino. In veste di relatori, hanno partecipato: il M° Roberto di Carlo (che ha pure scritto la Presentazione dell’opera), il prof. Antonio Marasca e, naturalmente, l’autore. È intervenuta la consigliera regionale Aida Romagnuolo. Ospiti musicali sono stati i Cantori della Memoria, con Marcello Pastorini e Gennaro Miozza, che hanno eseguito, insieme ad Antonio Marasca, il Maggio della Defensa, uno delle parti di Samnium.

Notizie biografiche. Adriano Lualdi nacque a Larino il 22 marzo 1885, da Riccardo e Italia Vianello. Studiò dapprima al Liceo di Santa Cecilia a Roma, con Stanislao Falchi, quindi si trasferì al Conservatorio di Venezia, dove si diplomò in composizione nel 1907, sotto la guida di Ermanno Wolf-Ferrari. Dopo gli studi, Lualdi cominciò a comporre opere ed esordì come maestro concertatore; fu sostituto di Pietro Mascagni, Giuseppe Baroni e Tullio Serafin, quindi concertatore primario e direttore d’orchestra. Nel 1927, a Bologna, organizzò con Alceo Toni la Mostra del Novecento Musicale Italiano. Nel 1930 fu ideatore e direttore del primo Festival internazionale di musica a Venezia. Viaggiò in alcuni Stati dell’America latina e nell’allora Unione Sovietica. Nel maggio del 1935 tornò a Larino, ma in verità non ebbe mai rapporti stretti col Molise, che gli aveva dato i natali quasi per caso. Alla terra natia, però, dedicò Samnium (1938). Dal 1936 al 1944, Lualdi diresse il Conservatorio di San Pietro a Majella e ne fondò l’Orchestra da Camera che si esibì in Italia e all’estero, contribuendo alla diffusione delle musiche della scuola napoletana, soprattutto quelle di Paisiello, Durante e Pergolesi.

Il prestigio di Lualdi è testimoniato, oltre che dall’intensa attività concertistica, anche dalle numerose pubblicazioni, con case editrici di rilievo: Ricordi, Hoepli, Treves, Carisch, Alpes, Sonzogno, Bocca e altre ancora. Il momento più alto della sua carriera fu il periodo tra le due guerre mondiali. Non poche opere di Lualdi evidenziano un forte spirito nazionalistico e un attaccamento agli ideali del fascismo. Dal 1929 al 1939 fu deputato alla Camera del Regno (legislature XXVIII e XXIX) e poi, dal 1939 al 1943, fu Consigliere nazionale alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni (legislatura XXX). Caduto il regime, Lualdi perse parte del credito che aveva nel mondo culturale italiano, ma continuò con successo la sua attività. Dal 1947 al 1956, infatti, fu chiamato a dirigere il Conservatorio musicale Luigi Cherubini di Firenze. In quello stesso periodo, compose opere d’argomento religioso. Tra i suoi ultimi impegni, anche alcune collaborazioni con la Rai. Adriano Lualdi morì a Milano l’8 gennaio 1971.

 

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