La bellezza che non ti aspetti. Aperta la mostra ‘136 Identità Molise’: la cultura vince sul Covid

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Al Palazzo Gil l’esposizione promossa da Regione e Fondazione Molise cultura. Negli scatti di Franco Cappellari il racconto di un territorio senza trucchi e senza fronzoli. E l’idea di far diventare l’esposizione itinerante, sull’onda dell’interesse mostrato dai visitatori la scorsa estate


CAMPOBASSO. La bellezza che non ti aspetti. Soprattutto se non conosci grandi spazi e piccoli scorci pieni di magia. Il Molise attraverso 136 fotografie. Una per ogni comune della regione, ‘ritratti’ in maniera inedita, dal basso e dall’alto, con l’aiuto dei droni e degli elicotteri. Per rendere lo sguardo d’insieme. Quello che l’occhio spesso non vede, in una narrazione del territorio tra fotografia e letteratura, con le immagini accompagnate dalle parole di uno dei più grandi esponenti del Molise, quale Francesco Jovine.

Aperta a Campobasso, nello spazio espositivo del Palazzo Gil, ‘136 Identità Molise’, la mostra fotografica promossa dalla Regione Molise e dalla Fondazione Molise cultura.

Molise1Al simbolico taglio del nastro – non c’è stata una vera e propria cerimonia di inaugurazione, vista la situazione epidemiologica in atto – l’assessore regionale alla Cultura Vincenzo Cotugno, la presidente della Fondazione Molise cultura Antonella Presutti, il direttore della Fondazione e curatore della mostra Sandro Arco e l’autore degli scatti, il noto fotografo Franco Cappellari, specializzato in reportage di viaggio e fotografia aerea. Tra le sue collaborazioni più importanti figurano Nikon Italia, Touring Magazine, Bell’Italia, National Geographic Traveler, Geo Saison, Nikon Pro, The Times, Latitudes Magazine, oltre a numerosi Enti del Turismo italiani ed esteri.

“Vogliamo presentare l’immagine di un Molise senza trucchi e senza fronzoli - ha spiegato Sandro Arco - un Molise originale, vero e semplice, senza troppe forzose degustazioni, senza troppi mari e monti e senza banali segnalazioni di terra bella e tutta da scoprire. Il Molise c’è, così com’è. E vogliamo farlo conoscere portandolo fuori dal Molise”.

C'è infatti l’idea, al termine dell'esposizione alla Gil (che con tutta probabilità sarà prolungata fino al periodo delle festività natalizie) di far viaggiare la mostra, farla diventare itinerante. In altri centri del Molise e non solo, magari coinvolgendo le comunità di molisani residenti all’estero. Ma anche chi, e quest’estate sono stati tanti, ha scoperto che il Molise è bello, come ha più volte evidenziato l’assessore Cotugno, che sul binomio ‘Turismo è cultura’ ha deciso di puntare da sempre. Investendo sulla promozione del territorio. 

“Questo è il Molise, una regione piccola ma con tante cose da offrire – ha chiarito Franco Cappellari – Ricchezze culturali, ambientali, archeologiche, che a volte non conoscono gli stessi molisani. Noi abbiamo voluto restituire quest’immagine, in un’esposizione che intendiamo far girare. Qualche richiesta ci è già arrivata”.

Molise2Il Molise non rientra nei percorsi turistici più battuti, e proprio per questo conserva ancora l’autenticità che spesso il viaggiatore cerca invano.

“Volevamo raccontare il nostro territorio anche fuori dalla logica di un Molise bucolico – ha precisato la presidente della Fondazione Molise cultura Antonella Presutti – Allo stesso tempo vogliamo tenere le luci accese sul nostro spazio espositivo, che abbiamo deciso di lasciare aperto, ovviamente in piena sicurezza. Mai come adesso, in piena emergenza sanitaria, con l’ultimo Dpcm che ha imposto la chiusura di cinema e teatri, ma non delle mostre, è indispensabile evidenziare il valore della cultura. Vedere la bellezza, che non si è fermata, è per noi linfa vitale”.

Carmen Sepede

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