Iresmo, triennio positivo: appello a Toma per la continuità delle attività dell’istituto

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L’intervento del direttivo che, in chiusura di mandato, stila un bilancio delle attività e auspica nel proseguo del progetto culturale


CAMPOBASSO. Bilancio triennale positivo per l’Iresmo - Istituto Regionale per gli Studi Storici del Molise “Vincenzo Cuoco”.
A stilarlo gli organi direttivi a chiusura di mandato triennale, che, oltre a fare il punto sull’attività svolta, adempiendo al proprio ruolo istituzionale di intervento e di programmazione della Regione Molise nel settore storico-culturale, lanciano un appello al governatore Toma e agli altri decisori pubblici, “affinché l’Istituto sia messo nella condizione di continuare la propria missione di divulgazione storica e culturale, nel rispetto della legge fondativa e degli scopi statutari e al fine di soddisfare i legittimi bisogni di conoscenza e di identità del popolo molisano”.

In questi ultimi tre anni di governance, - spiega una nota del direttivo - l’Istituto, pur senza trascurare la ricerca storiografica più specialistica, si è finalmente ‘aperto’ alla società civile e alla scuola, anche attraverso il potenziamento della divulgazione storica sui canali sociali e la realizzazione di progetti comunicativi attentamente calibrati sull’audience scolastica e generalista, come ad esempio ‘Le storie della storia’, una serie di video-pillole di storia molisana ideata con l’intento di alleviare il diffuso senso di isolamento a causa della quarantena innescata dalla pandemia.
Nel 2018 l’IRESMO ha istituito un Premio per onorare la memoria e l’opera di Giorgio Palmieri, dedicato ai giovani ricercatori e agli studenti delle scuole superiori e giunto alla seconda edizione. Sempre con l’obiettivo di favorire la ricerca e la divulgazione e soprattutto di creare una opportunità di lavoro per i giovani studiosi e ricercatori, l’Istituto ha anche ideato e finanziato due borse di studio annuali (la prima dal titolo “I partiti politici nel Molise del secondo Dopoguerra” e la seconda “Gli insediamenti rupestri in Molise”), oltre a cofinanziare due assegni di ricerca in collaborazione con l’UNIMOL (il primo reca il titolo “Vivere nascosti: un’analisi socio-giuridica e storica dei penitenziari di Campobasso, Isernia e Larino” e il secondo “Molise Contemporaneo”).


Nell’ultimo triennio, l’IRESMO ha incessantemente alimentato il “laboratorio dell’identità” storica molisana nelle scuole e nel tessuto sociale e civile della nostra regione, attraverso il sostegno scientifico e finanziario alle ricerche e alle indagini di studiosi appassionati e competenti che hanno indagato (e stanno tuttora indagando) i settori più importanti e i risvolti meno conosciuti della vicenda storica molisana.
Basti citare il progetto “Radici molisane”, con il quale l’IRESMO, in collaborazione con le istituzioni scolastiche, si è proposto di divulgare la storia della nostra regione presso le nuove generazioni, oppure. a titolo di esempio tra i tanti altri progetti avviati, la ricerca scientifica “Tecniche costruttive murarie nel Contado di Molise in età medievale e moderna”, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, la prestigiosa collaborazione scientifica con il Reale Istituto Neerlandese di Roma (KNIR) per la ricerca “Paesaggi sanniti e paesaggi romani: tra ricerca archeologica e archeologia pubblica” e la ricerca di argomento inedito “Ora et divora – Ritualità del cibo in Molise”.
L’Istituto, poi, ha continuato a svolgere la propria opera di diffusione e divulgazione della storia molisana anche attraverso il contributo alla stampa e alla diffusione di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative nel comparto della storiografia locale e nazionale (aggiungendo al già nutrito catalogo delle pubblicazioni storiografiche dell’IRESMO una ventina di nuovi titoli).
Infine, con uno sguardo attento alla necessità sempre più impellente di aprire spazi universali di conoscenza identitaria e di circolazione della cultura storica nel mondo, l’IRESMO ha finanziato progetti mirati per la digitalizzazione del patrimonio delle ricerche e delle pubblicazioni dell’Istituto, le quali - grazie alla realizzazione in corso d’opera di portali web sia generalisti che specializzati come “IRESMO Digitale” oppure “L’antica geografia del Molise sul web” o ancora “Il Contado. Lettere della Terra di Molise” - saranno presto disponibili sulla rete globale, nelle più efficaci modalità di fruizione da parte degli studiosi e dei cultori, ma anche dei semplici “curiosi consapevoli” che vogliano scoprire le proprie radici.
La speranza e l’auspicio unanime del presidente, dei consiglieri uscenti e del personale dell’Istituto – conclude la nota - sono che tutto questo patrimonio di lavoro e di passione non vada disperso con la fine di questa governance e con la decadenza degli Organi Direttivi, e che si possa affermare unitariamente che la cultura e la storia, la conoscenza e l’identità, anche e soprattutto ai tempi della pandemia, non solo “pagano” ma rappresentano la sola strada che la nostra regione può imboccare se vuole salvarsi sotto il profilo dell’integrità territoriale e civile.

 

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