Giuseppe Ceva Grimaldi, marchese di Pietracatella e duca di Pesche

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La storia di uno dei personaggi più noti e importanti fra quelli che hanno legato la propria esistenza al Molise nel periodo preunitario


di Alessandra Gioielli

PIETRACATELLA. Uno dei personaggi più noti e importanti fra quelli che hanno legato la propria esistenza al Molise nel periodo preunitario, è stato certamente Giuseppe Ceva Grimaldi, ossia il “marchese di Pietracatella e duca delle Pesche”. Di costui, fra i non pochi libri antichi che impreziosiscono la libreria della mia famiglia, ci sono i due volumi di ‘Opere’, impressi a Napoli dalla Stamperia Reale nel 1847.

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Giuseppe Ceva Grimaldi nacque a Napoli l’8 settembre 1777, da Francesco Maria e da Maria Spinelli (dei principi di Cariati). Appartenente a una famiglia dell'aristocrazia napoletana, fece studi umanistici al ‘Convitto dei nobili’ di Napoli. Nel 1799 non collaborò col governo repubblicano; invece al ritorno di Ferdinando IV fu membro della commissione incaricata di riordinare la pubblica istruzione. Non ebbe altri incarichi dai Borboni fino al 1806 e si tenne in disparte sotto il regime napoleonico. Mortogli il padre ed entrato in possesso dei beni della famiglia, dedicò molta cura al patrimonio trovato in cattive condizioni, e gli restituì floridezza incrementandolo con un'oculata gestione. Il 30 maggio del 1805 sposò Marianna Cavalcanti (duchessa di Caccuri), che gli diede due figlie, Maria e Rachele, ma che morì prematuramente nel 1809.

Giuseppe Ceva Grimaldi tornò alla vita pubblica con la Restaurazione. Nel 1815 fu nominato intendente di Abruzzo Ultra II, amministrando quella provincia con zelo e competenza. Nel marzo 1817 fu nominato intendente di Basilicata e nell’ottobre dello stesso anno intendente di Terra d'Otranto. Richiamato a Napoli nel 1820, fu nominato Soprintendente generale degli Archivi del Regno. L’anno successivo entrò a far parte della Consulta di Stato che, avendo adattato il Codice Napoleonico, dovette affrontare una serie di questioni giuridiche e politiche.

Nel 1829 divenne Ministro Segretario di Stato e, nello stesso anno, sposò in seconde nozze Adelaide Martini che gli diede un figlio, Francesco, ma che morì anch’ella prematuramente nel 1831. Alla morte del re Francesco I di Borbone, avvenuta nel novembre del 1830, il nuovo sovrano Ferdinando II gli affidò il Ministero degli Interni. Nel maggio 1834, Giuseppe Ceva Grimaldi sposò Isabella Neri, sua terza moglie. Nel 1840 raggiunse l’apice della sua carriera politica, diventando Presidente del Consiglio dei Ministri, carica che conservò fino al gennaio del 1848, allorquando Ferdinando II fu costretto a concedere la Costituzione, con le conseguenti dimissioni di Ceva Grimaldi e del suo governo.

Il marchese di Pietracatella e duca ‘delle Pesche’ si ritirò, infine, a vita privata. Morì a Napoli il 21 maggio del 1862.

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Dalla sezione monografica riguardante Pietracatella, inserita nel secondo volume de ‘Il Molise dalle origini ai nostri giorni’ di Giambattista Masciotta, si apprende che la famiglia Ceva Grimaldi usava per arma uno scudo fasciato di oro e di nero. I suoi titolari per Pietracatella furono: Cristoforo (XVI sec.), Gianfrancesco che conseguì il titolo di marchese di Pietracatella nel 1606. Nello stesso secolo XVII, ci furono poi Diego Francesco e Giuseppe, quest’ultimo acquistò Gambatesa e Macchia Valfortore. Seguì un altro Gianfrancesco, quindi un nuovo Giuseppe che sposò Angela Pisanelli, dalla quale ebbe il titolo di duca ‘delle Pesche’. Quindi, nuovamente un Gianfrancesco che fu pure marchese di Montorio. Infine giunse il tempo del nostro Giuseppe Ceva Grimaldi (1777-1862). “Il titolo marchesale – scrisse Masciotta – fu ereditato dal figlio Francesco, nato a Napoli nel 1831, nominato senatore del Regno il 15 maggio 1876, deceduto in Roma il 21 novembre 1899. Con lui si estinse la storica famiglia, ed ogni diritto in altri ai titoli ducale di Pesche e marchesale per Pietracatella e Montorio”.

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