Le alghe colorano l’acqua, anche il mare è in zona... arancione

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Torna il fenomeno chimico dovuto al boom della frioritura di microalghe.Segnalazioni a Termoli e Petacciato.


TERMOLI. Non è inquinamento, né l’ironia del destino che si beffa di tutti noi colorando il mare di arancione mentre la nostra regione è costrassegnata proprio da quel colore (da domani in tutta Italia saremo invece in rosso). Il fenomeno sarebbe infatti dovuto alla fioritura di alghe tipica di questo periodo dell’anno, in particolare la fioritura del particolare organismo microalgale 'Nocticula Scintillans'.

La singolare colorazione era stata segnalata nel mare di Termoli fino alla Marina di Petacciato. Il boom algale non è un fenomeno particolarmente raro, ma è probabile che l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente in Molise decida comunque di appronfodire la questione.

Quando il fenomeno chimico avviene, il mare diventa color arancio e giallo durante il giorno e bioluminescente la notte. Tanto si è detto e scritto su questa stranezza, attribuendola a diversi fattori che sono tutti stati ampiamente spiegati. Resta il fatto che chi vede le scintille luminose notturne per la prima volta rimane senza parole per la meraviglia e anche un po’ preoccupato se non è al corrente dell’esistenza del fenomeno. Per ora le segnalazioni riguardano solo chiazze color arancio.

La microalga è capace di convertire l’energia chimica in energia luminosa, che non produce tossine e dà luogo a colorazione rosso arancione. La bioluminescenza può diventare visibile a occhio nudo perché l’acqua del mare diventa tutta luminescente. Generalmente la fioritura di questo organismo  si verifica in primavera e in autunno, mentre in estate c’è un fenomeno simile dovuto alla Fibrocapsa japonica, alga microscopica unicellulare appartenente alla famiglia delle Raphydophyceae. Le fioriture si osservano nella circostanza tra fine luglio e agosto. In ogni caso la fioritura, anche un vero e proprio boom algale, non determina conseguenze dal punto di vista igienico-ambientale e sanitario. Il fenomeno è stato segnalato nei giorni scorsi in altre riviere adriatiche, in particolare a Pescara e Pesaro.

 

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