Isernia, ritrovamento in via Occidentale: spunta una testa dell’imperatore Augusto

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Durante i lavori per l’area delle mura crollate. LE FOTO a cura della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Molise


ISERNIA. I lavori in via Occidentale a Isernia hanno portato alla luce un’incredibile scoperta archeologica: si tratta di una testa marmorea dell’imperatore Augusto, molto ben conservata. Un ritrovamento che potenzialmente può essere di enorme importanza e che potrebbe testimoniare la presenza della Roma imperiale sul territorio di Isernia.

busto augusto isernia 1

Sulla pagina Facebook della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Molise le prime foto in anteprima assoluta. “La migliore risposta alle polemiche strumentali di tutti quelli che hanno parlato senza aver letto (o, ancor peggio, che hanno letto senza capire) le prescrizioni per l'area delle mura crollate – scrivono nel post dalla Soprintendenza - Sì, è proprio lui, l'imperatore Augusto, testa di statua in marmo rinvenuta oggi nel corso dello scavo. Perché dietro le mura di una città ovviamente ci sono la città e la sua storia, che non si possono perforare con una palificata di cemento”.

Contattate dalla redazione di isNews, la soprintendente Dora Catalano e la dottoressa Maria Diletta Colombo - responsabile dell'Ufficio tutela archeologica della Soprintendenza, hanno specificato che "la testa è stata ritrovata oggi (giovedì 29 aprile, ndr) nel corso degli scavi effettuati lungo il tratto di mura crollate in Via Occidentale. Si tratta di un ritratto in marmo dell’imperatore Augusto, ben identificabile dai tratti somatici e dalla capigliatura con il caratteristico ciuffo a coda di rondine. Non possiamo dire di più per il momento, perché essendo un ritrovamento 'fresco di giornata' bisognerà capire, con il prosieguo dello scavo, come collocarlo all'interno della storia di quel pezzetto di città".

"Vorremmo però approfittare - continuano dalla Soprintendenza - per ribattere alle violente accuse che sono state sollevate da alcuni giornalisti di testate locali a fine febbraio, senza peraltro chiedere lumi agli accusati. Dopo il crollo delle mura con il finanziamento a disposizione è stato presentato un progetto che prevedeva la realizzazione di una palificata di cemento su cui ancorare i blocchi crollati. Abbiamo evidenziato che la soluzione non era percorribile, non solo perché la palificata avrebbe rischiato di distruggere la fondazione delle mura ed eventuali tracce di frequentazione antica nell’area. Si è deciso, nel corso di riunioni con i tecnici del Comune di Isernia, di ricostruire il muro con un restauro filologico, che prevede tempi e costi diversi, ma soprattutto richiede un alleggerimento del terreno alle spalle del muro stesso. Il terrazzo o giardino tanto criticato non è altro che il risultato di questo alleggerimento del terreno di carattere provvisorio, che va in ogni caso fermato con un intervento di ingegneria naturalistica per evitare che al primo acquazzone frani sulla strada, mettendo a rischio chiunque si trovi a passare. Ogni ipotesi di lavoro, naturalmente, è stata subordinata a preliminari indagini archeologiche conoscitive".

"Non è scontato per tutti - chiosano dalla Soprintendenza - che le operazioni di movimento terra vadano precedute da attività di scavo archeologico, per due sostanziali motivi. Il primo, ovvio, è che la città di Isernia ha una storia millenaria che va documentata passo passo; il secondo, meno noto ai più, è che qualsiasi lavoro pubblico o di pubblica utilità, deve per legge prevedere lo scavo o l'assistenza archeologica: questo perché i finanziamenti, va da sé, sono pubblici, dello Stato, e lo Stato con una porzione dei soldi che mette a disposizione per realizzare scuole, fogne, strade, eccetera vuole tutelare il patrimonio archeologico, che è di tutti i cittadini".

 

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