Il riuscito omaggio al Maestro Fratianni tra i grandi Goya e Rubens

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Alla Gil l’arte dell’incisore molisano ‘dialoga’ con le opere del Maestro spagnolo. E poi c’è la tela del pittore fiammingo che da sola vale il prezzo del biglietto. Annalisa Fratianni: “Vengo qui tutte le sere, lo devo a papà”. In mostra fino al 14 novembre.


di Maurizio Cavaliere 

Ci sono tanti buoni motivi per vedere la mostra d’arte “Yo lo vi Visioni di guerra” al palazzo ex Gil di Campobasso. Innanzitutto la straordinaria carrellata di opere incisorie che ti avvicinano a questa tecnica artistica in bianco e nero, così complessa nel procedimento e al tempo stesso immediata nella percezione visiva (sembrano stampe, ma invero dietro c’è un lavoro enorme); spiccano poi i lavori del grande Francisco Goya, in particolare le incisioni che raffigurano diversi episodi di barbarie ambientati nella guerra d’indipendenza spagnola; terzo motivo è la tela, l’unica per l’occasione, ma da sola vale il prezzo del biglietto, di Peter Paul Rubens, in collaborazione con Jacob Jordaens, dal titolo Venere cerca di trattenere Marte / Conseguenze della guerra (è la prima volta che Campobasso ospita l’arte del celebre pittore fiammingo, tra l’altro l’opera è di recente attribuzione); per ultimo, ma per noi molisani è forse l’aspetto essenziale: questa mostra è un omaggio ad uno dei più grandi interpreti italiani dell’incisione: il maestro Domenico Fratianni, molisano di Montagano, scomparso due anni fa a Matera. Fratianni che in ‘Yo lo vi’ torna a... dialogare con Goya, il talento che lo aveva attratto al punto che da quell’idillio artistico sarebbe nata la serie ‘Conversando con Goya’ presente alla mostra campobassana curata dal Professor Floriano De Santi, critico e storico dell’arte.

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Della genesi di un’esposizione così particolare che fonde vari generi, differenti periodi storici che tuttavia indagano sullo stesso tema - il dolore della condizione umana nelle vicende sociali sempre attuali della guerra, dell’emigrazione e dei sentimenti di compassione e fratellanza che da esse promanano - abbiamo parlato con Annalisa Fratianni figlia dell’artista molisano e responsabile dell’omonima Associazione che ha ideato l’evento.

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Annalisa ci ha raccontato il percorso che ha condotto a ‘Yo lo vi’ accennando anche al ‘segno’ profondo che il ‘nero’ di Goya ha tracciato nella personalità artistica del padre: “Disegnava sempre, ovunque. Fermava su carta l’idea che aveva colpito la sua coscienza, catturava le conseguenze di una scena o di un movimento. Poi realizzava le sue opere, alternando in maniera molto naturale le incisioni ai lavori su tela, faceva tutto parte del suo mondo. L’incisione avveniva nel suo studio, era un atto più intimo, la pittura era invece quasi uno sfogo, avveniva di getto, anche a casa, era forse il suo modo di riconciliarsi con il mondo, attraverso l’utilizzo del colore, così materico, buttato quasi con violenza sulla tela”.

Il desiderio di ricordare il papà e la contemporanea urgenza di continuare a parlare di quel segmento artistico così singolare, l’incisione appunto, che Fratianni aveva nobilitato ideando e realizzando la Biennale dell’Incisione, hanno portato Annalisa e gli altri organizzatori a studiare una formula diversa, quest’anno: più ampia e aperta alle contaminazioni. In più c’è quella potente carica di amore riflessa di padre in figlio, che Annalisa ci trasmette così: “Questo evento mi emoziona tanto, vengo qui tutte le sere, quasi a salutare papà, può sembrare sciocco ma faccio quello che avrebbe fatto lui. Siamo simili in questo senso” conclude. Aggiungiamo noi che parliamo non solo di un grande artista molisano, ma pure di un uomo dalla generosità fuori dal comune, capace di donare spesso le sue opere per una buona causa che consentisse all’arte di dialogare con il sociale e con la città e i luoghi che amava tanto. Da viale Manzoni, lungo lo stradone, poi su e giù per Corso Vittorio Emanuele II a Campobasso: camminava, osservava, salutava tutti con una vigorosa stretta di mano, Domenico Fratianni. Inimitabile come questa mostra così peculiare e interessante, da vedere, che resterà aperta fino al 14 novembre.

 

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