Video, poesie e testimonianze: gli studenti di Isernia in campo contro la violenza sulle donne

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Successo e partecipazione per l'evento voluto dalla Prefettura, dall’Urs Molise e dall’Inner Wheel – Rotary Club. La manifestazione è stata ospitata nell'aula magna del 'Cuoco-Manuppella'


ISERNIA . Gli studenti delle scuole superiori della provincia di Isernia protagonisti dell’evento voluto dalla Prefettura, dall’Urs Molise e dall’Inner Wheel – Rotary Club di Isernia per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.

violenza scuola dentroUn incontro nell’aula magna dell’Isis ‘Cuoco-Manuppella’ diverso dal solito, i ragazzi, infatti, non hanno ascoltato gli interventi dei relatori, ma hanno parlato con loro e sollecitato molti approfondimenti con le loro domande.  La dirigente scolastica dell’Isis ‘Cuoco-Manuppella’, Maria Teresa Vitale, ha accolto, con i suoi docenti e studenti, le autorità e i ragazzi delle altre scuole con due installazioni per ricordare le vittime di femminicidio e per l’intera giornata scolastica i ragazzi e tutto il personale ha indossato una mascherina rossa. Due i momenti: il primo con la Garante per i Diritti della Persona Regione Molise, Leontina Lanciano, la vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi del Molise, Antonella Petrella, e con la presidente dell’Inner Wheel, Eleonora Olivieri Trabucco.

La sudditanza psicologica della vittima di violenza è stato l’argomento su cui gli studenti hanno sollecitato i maggiori approfondimenti: “Come aiutare concretamente la vittima?”, “Qual è la miglior difesa da un comportamento aggressivo?”, “Come riconoscere una violenza psicologica?”, sono state solo alcune delle domande che hanno aperto ulteriori spunti di riflessione da portare in classe per ulteriori approfondimenti. Poi il secondo momento: con il procuratore della Repubblica Carlo Fucci, il prefetto Gabriella Faramondi, la dirigente dell’Ambito provinciale di Isernia Maria Luisa Forte, il questore Luciano Soricelli e il comandante provinciale dell'Arma Vincenzo Maresca.

Tra tutte la domanda: “Com’è possibile che, anche dopo le denunce, gli arresti, le donne paghino con la vita la decisione di mettere fine a un amore malato?”. E poi i dati forniti dal capo di Gabinetto della Questura, Maria Zoccolillo, in linea, purtroppo, con il dato nazionale e il preoccupante silenzio delle vittime nonostante gli strumenti a disposizione. Tra i due momenti, ogni scuola ha presentato il proprio lavoro sulla Giornata contro la violenza: video, poesie, testimonianze che hanno commosso e coinvolto la platea. A margine dell’evento, il prefetto Faramondi ha posto l’accento sull’importanza dell’incontro tra scuola, istituzione educante, e le altre istituzioni per consolidare una rete fondamentale per la crescita umana di coloro che saranno donne e uomini del domani. violenza scuola dentro 2

Tra i temi affrontati nel corso del dibattito, si è parlato dell’ipotesi di sostituire con un asterisco la vocale finale di articoli e sostantivi, che contraddistingue il genere grammaticale maschile o femminile, allo scopo di far sì che la parola possa essere indistintamente rivolta ad entrambi i generi. Leontina Lanciano si è detta favorevole a questa scelta.

“Non è una questione di ordine grammaticale – è il parere della Garante – ma sostanziale. Bene, quindi, utilizzare l’asterisco per trascendere il genere, laddove è importante trascenderlo per questioni di inclusività. Magari, con il tempo, potranno essere trovate altre soluzioni linguistiche. Nel frattempo, però, è bene non farsi infastidire dall’uso dell’asterisco, non formalizzarsi sulla sua correttezza formale. Un rifiuto basato esclusivamente sull’aspetto grammaticale significherebbe, infatti, ignorare il problema che c’è alla base, ossia il riconoscimento dell’importanza di una parità di genere effettiva”.

Presente all'evento anche il vicesindaco di Isernia Federica Vinci. “Una donna su tre - ha ricordato nel suo intervento Vinci - subisce violenze fisiche o sessuali nell’arco della propria vita. Sono donne che troppo spesso vengono fatte sentire in colpa: oggi sono eccessivamente disinvolta, domani avrò la gonna troppo corta, dopodomani l'avrò istigato io, oppure avrò bevuto o avrò preso droghe. Si ascoltano troppi discorsi sulla mancanza di denuncia da parte delle donne ed anche troppe accuse mosse contro le vittime. Se questa giornata deve servire a qualcosa, è far comprendere ai maschi che non serve essere violenti per essere forti. Educhiamo i nostri ragazzi e le nostre ragazze all’affettività, all’empatia, e cerchiamo di sviluppare la loro intelligenza emotiva”.

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