Consiglio comunale del 28/09/2020

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Approvato in Consiglio comunale il nuovo regolamento idrico con relative tariffe. Il Municipio obbligato ad adeguarsi ai rincari sulla scorta della normativa europea: l’aggravio sarà di 230mila euro da spalmare sui cittadini, che tuttavia avranno tempi certi in casi di nuovi allacci alla rete, con diritto a un risarcimento espressamente previsto nella Carta dei Servizi. Tutte le novità

ISERNIA. Sessantaquattro anni dopo, il Comune finalmente vara un nuovo regolamento del servizio idrico con relativa carta dei servizi e regolamentazione di qualità tecnica. Dopo una convocazione urgente, nella mattinata di ieri, della Seconda commissione permanente competente in materia, che ha licenziato gli atti all’unanimità, il Consiglio comunale ha approvato nel pomeriggio (con 23 voti favorevoli e 3 contrari) il nuovo servizio idrico integrato. Nell’ambito del quale – non per volontà del Comune, ma per necessità di adeguamento imposta dall’Arera, l’Autorità di Regolazione per energia, reti e ambiente – sarà necessario aumentare le tariffe dell’acqua a carico dei cittadini.

Un aumento quantificato in 230mila euro, da spalmare sull’utenza con aggravio stimato di 11-12 euro e conseguente aumento anche delle tariffe del servizio di depurazione. Ma a fronte dei quali il cittadino/utente beneficerà di tutta una serie di garanzie a sua tutela, con precise penali per il Comune inadempiente verso il consumatore.

A spiegare la situazione nel dettaglio, il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Cesare Pietrangelo. “Isernia – ha detto in aula – ha un regolamento vetusto, che risale al 1956. Esso non risponde ai criteri dettati dall’Arera, agenzia che si occupa di energia elettrica, risorse idriche e gas, che ha dato nuove indicazioni e recepito apposite direttive europee. Come già avvenuto per la Tari, anche il servizio idrico integrato è ora completamente a carico degli utenti e la quota parte del Comune deve essere nuovamente ricostituita e spalmata sulle nuove tariffe. Tale quota, secondo i dati fornitici dall’Ufficio tecnico, ammonta a circa 230mila euro, per cui dovremo studiare le nuove tariffe e approvarle entro il 30 settembre (domani, ndr), data di approvazione del bilancio previsionale. Le tariffe non si discosteranno molto dalle attuali, anzi sono previsti bonus a favore dei meno abbienti, che addirittura non pagheranno il ruolo dell’acqua fino a 18 metri cubi all’anno per ogni componente del nucleo familiare, mentre gli altri cittadini, fino a quella quota soglia, godranno comunque di agevolazioni”.

Rispetto alle tre tariffe attuali si passerà a quattro, articolate sulle diverse esigenze. “La maggiore plusvalenza delle quali – ha continuato Pietrangelo - è dovuta anche all’impianto di depurazione, assegnato a una ditta con bando a evidenza pubblica ormai 15 anni fa. L’assegnazione terminerà tra circa tre anni e con il nuovo bando speriamo in costi inferiori rispetto agli attuali”.

Oltre al regolamento, la Seconda commissione ha licenziato anche la Carta dei servizi del servizio idrico integrato. Si tratta di uno strumento di informazione e trasparenza nel rapporto tra gestione del servizio e utenti, che garantisce informazioni utili alla corretta interpretazione dei diritti dei cittadini. “È una sorta di assicurazione dei diritti dell’utente – ha sottolineato il vicesindaco – che stabilisce con certezza e precisione, ad esempio, i tempi per fare i lavori per gli allacci, fissati in 10 giorni con penali previste a carico del Comune in caso di inadempienza a tutela del consumatore. Tra le garanzie date all’utente, l’indicazione nel regolamento di tutte le sorgenti da cui prendiamo l’acqua, di tutti i serbatoi che abbiamo in zona, di tutte le entrate e uscite dell’acqua che viene depurata. Noi oggi – ancora Pietrangelo - abbiamo la possibilità di sapere il quantitativo di acqua che viene immesso nel serbatoio e la quantità in uscita, possiamo zonizzare il consumo, ci possiamo rendere conto se l’acqua viene usata non in linea con quanto stabilito dal regolamento, siamo in grado di intervenire in giornata su tutti i guasti. Attualmente il servizio idrico integrato ha lavorato in maniera tale che le dispersioni si aggirino intorno al 15-20 per cento rispetto al 65 per cento attuale, ma lavoreremo per fare ancora meglio. A tutela del cittadino, inoltre, ogni mese saranno prelevati campioni idrici da 4 punti diversi che servano ad accertare che l’acqua non sia inquinata e saranno aggiunte anche analisi Covid per il sistema fognario”.

Sul punto è intervenuto anche il presidente della Seconda commissione, Gianni Fantozzi, che ha sottolineato come il Comune presto colmerà anche un’altra lacuna, quella della mappatura precisa della rete di distribuzione dell’acqua, permettendo così, in caso di guasti, di intervenire con certezza e non più a tentoni. Nel servizio sarà previsto anche un sistema di automazione che consentirà di sapere tutto e con precisione in caso di dispersione idrica grazie ad appositi misuratori, presenti in tutti i contatori.

I controlli sulla qualità saranno svolti da un’agenzia incaricata dall’Arpa e pubblicati sul sito dell’ente. Ma con un emendamento approvato in aula su proposta del consigliere del Movimento 5 Stelle Mino Bottiglieri, anche il Comune dovrà procedere alla pubblicazione dei dati relativi alle analisi periodiche delle acque.

Infine, per eliminare il sistema delle pompe idriche con conseguente risparmio energetico - costo annuo pari a circa 350mila euro – è allo studio una proposta di collaborazione col Comune di Macchia d’Isernia in cui, in cambio della manutenzione sul sistema idrico, è previsto un approvvigionamento delle acque eccedenti dal Comune di Macchia in favore del capoluogo pentro per alcune zone limitrofe, dove saranno previsti appositi serbatoi.

Come detto, il regolamento e gli atti correlati sono stati approvati a larga maggioranza.

 

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