Smart Working, aspetti, regole e potenzialità: come cambia il mondo del lavoro

Smart Working, aspetti, regole e potenzialità: come cambia il mondo del lavoro

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Il lavoro agile è una nuova modalità di prestazione lavorativa che si aggiunge a quelle tradizionali. Cos’è, come funziona e in che modo sta cambiando i rapporti professionali


“Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività”. È questa la definizione di smart working contenuta e disciplinata dagli artt. 18 e seguenti dalla Legge 22 maggio 2017 n. 81 e successive modifiche e integrazioni che insieme alla circolare INAIL n. 48/2017 in tema di infortuni e malattie e, più in generale, di salute e sicurezza definisce il perimetro normativo di questa modalità di svolgimento dell’attività lavorativa.

Giova altresì ricordare che il datore di lavoro è tenuto a consegnare al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro e che il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali.

Il lavoro agile, è bene precisarlo, è una ulteriore modalità che si aggiunge alle modalità tradizionali della prestazione lavorativa nel quadro normativo di riferimento, senza modificare la posizione legale e contrattuale del dipendente nell’organizzazione aziendale, con riferimento, fra l’altro, al potere direttivo e disciplinare dell’Azienda e senza costituire una nuova categoria contrattuale di rapporto di lavoro.

A completare il quadro di regole vi è la previsione secondo cui, dal 15 novembre 2017, le aziende sottoscrittrici di accordi individuali di smart working possono procedere al loro invio attraverso l'apposita piattaforma informatica messa a disposizione sul portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Ma, aldilà dell’aspetto di norme è regole, cos’è lo smart working?

L’evoluzione tecnologica e la progressiva “digitalizzazione” della vita quotidiana hanno modificato in maniera rilevante azioni, abitudini, atteggiamenti esigenze dell’individuo, sia come singolo che come membro di una collettività. La sola tecnologia comunque è un elemento necessario ma non sufficiente a spiegare il crescente interesse verso lo smart working, basti infatti pensare agli aspetti legati alla mobilità (il traffico che si affronta per andare a lavorare) ed al tempo (riunioni in presenza in altre sedi o adempimenti legati alla vita familiare) che impediscono una ottimale conciliazione e bilanciamento dei tempi vita-lavoro (work life balance).

In un simile contesto l’organizzazione del lavoro non poteva rimanere impermeabile ai cambiamenti e sollecitazioni provenienti dall’esterno, è quindi nato un percorso via via sempre più partecipato delle aziende verso lo smart working, anticipando con le loro sperimentazioni anche il legislatore. In un’ottica di condivisione di tematiche così importanti è interessante e positivo osservare i casi cui la sperimentazione dello smart working è stata oggetto di un percorso condiviso anche con le organizzazioni sindacali il cui risultato è stato in quei casi la sottoscrizione di un accordo.

Compito delle aziende è quello, quindi, di essere in grado di strutturare un modello di organizzazione del lavoro fondato sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati facendo leva su Policy Organizzative, tecnologie, organizzazione degli spazi, i lavoratori dal canto loro devono dimostrare maturità, disciplina e capacità di pianificazione e coordinamento; il beneficio sarà riscontrabile sia per l’Azienda che per i lavoratori.    

Il lavoro agile (o smart working) quale modalità flessibile di svolgimento dell’attività lavorativa che consente al dipendente di lavorare in un luogo diverso dalla propria sede di lavoro, in modo non stabile e continuativo, con il supporto di sistemi tecnologici è quindi un percorso di cui siamo soltanto all’inizio ma che in un futuro (molto vicino) può consentire di trarre del bene dalla parola “smart” che ci accompagna sempre più nelle nostre vite.

Giuseppe Castelli

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