Versamento quote di TFR: istruzioni per i datori di lavoro privati

Versamento quote di TFR: istruzioni per i datori di lavoro privati

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Il commento dell’esperto sul messaggio Inps n.3025


di Giuseppe Castelli

LAVORO. Il TFR o liquidazione è una somma calcolata annualmente sulla retribuzione lorda di ciascun dipendente e accantonata dal datore di lavoro. I lavoratori dipendenti del settore privato possono scegliere tra due opzioni di destinazione del loro TFR maturando (ossia quello futuro): lasciandolo sotto forma di liquidazione in Azienda (o presso il Fondo di Tesoreria gestito dall’INPS per i dipendenti di aziende con almeno 50 dipendenti) o versarlo ad un fondo pensione.

Il Fondo di tesoreria sopra citato fa riferimento al Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile.

Esso è stato istituito con legge 27 dicembre 2006, n. 296 e il successivo decreto interministeriale 30 gennaio 2007 ha disposto, per i datori di lavoro privati con almeno 50 dipendenti, l’obbligo di versamento delle quote di TFR ex articolo 2120 c.c. relativamente ai dipendenti che non le abbiano destinate alle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.

Con la circolare INPS 1° marzo 2018, n. 37 vengono fornite le istruzioni per regolamentare le situazioni connesse alla contribuzione versata da aziende prive dei requisiti costitutivi del predetto obbligo contributivo e la gestione delle domande di rimborso per prestazioni erogate oltre la capienza. Come detto, quindi, per i datori di lavoro del settore privato che abbiano con più di 50 dipendenti è previsto l’obbligo di versamento al Fondo di Tesoreria delle quote di TFR maturate dai propri dipendenti. Per le aziende in possesso della regolarità contributiva, i versamenti di quote di TFR al Fondo di Tesoreria, sebbene effettuati in assenza dei presupposti dell’obbligo contributivo, sono ritenuti validi a tutti gli effetti di legge.

Le aziende non in regola con gli obblighi contributivi, che non provvederanno a regolarizzare la posizione contributiva nei termini previsti dalle disposizioni sul rilascio dell’attestazione di regolarità, potranno presentare istanza di restituzione delle somme indebitamente versate al Fondo di Tesoreria.

L’Inps, con il messaggio n. 3025 del 7 agosto scorso, in relazione alle modalità di funzionamento del Fondo di Tesoreria, ha fornito le istruzioni operative per l’erogazione del TFR ai lavoratori del settore privato, spiegando anche come gestire le domande di rimborso per le prestazioni erogate oltre la capienza. Per completezza, si ricorda che il messaggio di cui sopra e le indicazioni in esso contenute seguono quelle a suo tempo fornite con la circ. n. 37 del 1.03.2018 e rimaste inattuate.

In merito alla procedura di recupero si ricorda, infine, che la stessa si differenzia in funzione della regolarità contributiva delle aziende, accertata preliminarmente dall’ INPS, nonché in funzione della presenza di lavoratori per i quali sussiste l’obbligo di versamento del TFR e relativo codice di autorizzazione.

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