Sicurform Italia raddoppia in Emilia Romagna: nuova sede a Mirandola

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La scuola di formazione, che 12 anni fa ha avviato le sue attività a Campobasso, da un anno operativa in Emilia Romagna. L’inaugurazione alla presenza del governatore Stefano Bonaccini


CAMPOBASSO. La molisana Sicurform Italia inaugura a Mirandola, in provincia di Modena, la nuova ‘Scuola di Formazione e Laboratorio di Coesione Sociale’.

genteObiettivo dell’iniziativa realizzare un luogo di crescita e confronto, aperto a imprese, cittadini e pubbliche amministrazioni del territorio, dove prendersi cura dei talenti, coltivare competenze, creare nuove opportunità. All’evento erano presenti il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che ha inaugurato la sede, imprenditori, rappresentanti istituzionali, sociali e sindacali.

“Formiamo talenti, la condivisione del sapere è il nostro segreto”. È questo il leitmotiv di Sicurform Italia, che progetta, organizza, eroga in proprio e per conto di terzi corsi di formazione e percorsi formativi finalizzati all'acquisizione e allo sviluppo delle competenze professionali.

"Nessun territorio più di questo sa cosa significhi la ripartenza, puntando in primis sul valore etico delle imprese”, ha sottolineato Michele De Santis, Direttore di Sicurform, agenzia formativa nata 12 anni fa a Campobasso e approdata l’anno scorso in Emilia-Romagna, dove ha aperto una prima sede in centro a Reggio Emilia e ora una seconda sede a Mirandola.

sede“Abbiamo scelto questa terra 'sfidante', ricca di competenze, che mette al centro l'impegno e il lavoro. In questa regione si pensa e si progetta il futuro - ha evidenziato Michele Pistilli, amministratore di Sicurform - Abbiamo un’arma straordinaria: la formazione per la crescita delle aziende, la cultura del 'fare insieme’”.

“Il 2022 – le parole del governatore Bonaccini - deve essere l'anno dell'accelerazione della ricostruzione post sisma, spero sia l'ultimo per me come Commissario straordinario. La nostra Regione si conferma anche quest'anno prima per crescita del Pil, ma a fronte del lavoro e del fatto che il 'made in Italy' sta volando occorre riconoscere che mancano le giuste professionalità. Il Paese deve quindi investire sempre di più sulla formazione tecnico-professionale”.

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