‘Io qui non posso entrare’: Salvini messo alla porta in un bar dell’Emiliano

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"Non ci prestiamo a nessun tipo di campagna elettorale. Non facciamo da sponda a nessuno", ha dichiarato il titolare dell’esercizio commerciale


CASALECCHIO DI RENO. Il titolare del bar 'Dolce Lucia' di Casalecchio di Reno (Bologna), saputo ieri sera che il leader della Lega Matteo Salvini aveva dato appuntamento ai suoi sostenitori nel suo locale per un caffè mattutino, ha chiuso preventivamente il bar.

La motivazione è semplice: "Non ci prestiamo a nessun tipo di campagna elettorale. Non sono contento di tutto in generale. Nelle campagne elettorali non facciamo da sponda a nessuno", ha detto l'amministratore del bar 'Dolce Lucia' manifestando la sua presa di distanza da qualsiasi attività di carattere politico: "Noi chiudiamo per tutti in campagna elettorale - ha scandito - non voglio prestarmi come cassa di risonanza a nessuna iniziativa politica".

Dopo Casalecchio di Reno, il leader della Lega è stato contestato anche a Borgo Panigale, in periferia a Bologna, sempre fuori da un bar, da un gruppo di esponenti di 'Potere al Popolo', contenuto poi dalla Polizia, tra cui figurava anche la candidata alle elezioni regionali del 26 gennaio Marta Collot. "Siete uguali agli altri - ha dichiarato la Collot - dopo stringete le mani al Partito Democratico. Fate schifo, fate solo finta di essere dalla parte dei lavoratori. Devastate il territorio con le grandi opere, privatizzate la sanita è la scuola. Fate schifo - ha concluso l'esponente politica - siete solo degli sciacalli".

Pietro Ranieri

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