M5S, finisce l’era del capo politico: il passo indietro di Luigi Di Maio

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Il leader pentastellato lascia la guida del Movimento, ma confida nella prosecuzione dell'esperienza di governo. GUARDA IL VIDEO


ROMA. "Per stare al governo serve essere presenti sul territorio in maniera organizzata: ci ho lavorato un anno e ho portato a termine il mio compito. Ora inizia il percorso verso gli Stati generali". Così il capo – ma sarebbe opportuno dire ex - M5s Luigi Di Maio parlando al Tempio di Adriano durante la presentazione del cosiddetto ‘Team del Futuro’, discorso durante il quale ha di fatto annunciato le sue dimissioni da capo politico di Movimento Cinque Stelle. Dichiarazioni dalle quali traspaiono anche le volontà di trasformare e riformare il M5S in un organo più collegiale e delocalizzato sui singoli territori.

"Io mi fido di voi, mi fido di noi e di chi verrà dopo di me. Per arrivare fin qui abbiamo fatto salti mortali. Hanno iniziato Beppe e Gianroberto e a loro va tutto il mio grazie di cuore", ha proseguito il ministro degli Esteri. "Tanti mi hanno scritto non mollare. Ma io non mollerò mai il M5S, il Movimento è la mia famiglia".

"Noi dobbiamo pretendere il sacrosanto diritto di essere valutati almeno alla fine dei cinque anni di legislatura. Io penso che il governo debba andare avanti, perché alla fine" della legislatura "i risultati si vedranno ma dobbiamo avere il tempo di mettere a posto il disordine fatto da chi ha governato per trent'anni prima", ha spiegato Di Maio.

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