La setta coreana che rifiuta le cure: preghiera unica medicina anti-coronavirus. E il contagio sale

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Il leader 88enne della Chiesa è ora indagato con pesanti accuse a carico


Una notizia che ha dell’incredibile giunge dalla Corea del Sud, dove una delle cause della diffusione del virus sarebbe stato il fervore religioso di una setta semicristiana segreta che considererebbe il curarsi come un peccato. Lo riporta La Stampa: il Paese sarebbe stato pronto ad affrontare l’emergenza coronavirus fin da novembre, con test a tappeto e le migliori tecnologie. Fino al 17 febbraio, infatti, i contagiati erano solo 30 e non si era registrato alcun decesso. Questo finché il virus non è stato contratto dalla paziente 31, membra della Shincheonji, la Chiesa di Gesù e del Tempio del Tabernacolo della Testimonianza, che conta 240 mila seguaci in 29 paesi. Il fondatore, l’88enne Lee Man-hee, giura d’essere il Cristo risorto che porterà “una nuova Israele spirituale alla fine dei giorni”.

Per i seguaci della setta, il virus sarebbe un peccato da cui non ci si può curare con la medicina, ma andrebbe invece trattato con la preghiera comune, tenendosi per mano e alitandosi in faccia nelle chiese. Una colpa così grave da costringersi al segreto, perfino con i familiari. L’epidemia, tuonava Man-hee dal palco, “è un male causato da chi è geloso della nostra crescita”. Qualcosa che non avrebbe mai dovuto interrompere le celebrazioni religiose. Così, la paziente 31 si è recata, con la febbre alta, a due messe con mille credenti, poi a un matrimonio e a una conferenza. Era stata ricoverata per incidente d’auto, ma aveva rifiutato il test del Covid-19. Un’altra seguace con la febbre alta è fuggita dall’ospedale durante un esame quando l’hanno informata dell’obbligo alla quarantena. Un’altra seguace, che aveva donato il fegato alla madre, ha ammesso di far parte della setta solo quando la febbre non è calata, dopo il trapianto.

E così, in pochissimo tempo, i casi sono arrivati a 4335 con 31 morti: il 60 per cento dei contagiati appartiene alla Chiesa di Shincheonji. Le liste dei colpiti sarebbero rimaste segrete fino a due giorni fa, per volontà del leader. Ai primi di febbraio molti erano riuniti al funerale del fratello del fondatore, che aveva visitato alcune delle 19 chiese in Cina. Solo nell’ospedale dov’è morto si sono registrati 114 contagi. Lee Man-hee e altri 11 associati sono ora indagati per aver occultato l’elenco dei membri e con l’accusa di omicidio per consapevole negligenza.

Pietro Ranieri

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