Fattoni, avvinazzati, mentitori e dipendenti affettivi: ecco l’identikit dei ‘furbetti da decreto’

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Dopo l’approvazione delle ultime disposizioni di sicurezza per il contenimento del contagio, molti hanno riscoperto una cara, vecchia abitudine: l’interpretazione delle regole alla ricerca del cavillo. In barba al 650 del codice penale e con buona pace dei sacrifici di un’intera nazione: e fioccano le denunce


Sembra che neanche un’emergenza sanitaria di livello mondiale riesca a trattenere alcune persone da un’abitudine, spiace dirlo, da cui emerge un atteggiamento di completo e totale disinteresse e assoluta mancanza di senso civico: interpretare le regole a proprio piacimento, alla ricerca del cavillo per sfuggirne. Una pratica malsana che ha costretto i sindaci a prendere le dovute contromisure – anche in Molise - e i carabinieri a intervenire pesantemente su tutto il territorio nazionale.

Ce n’è per tutti i gusti. L’Eco di Bergamo riporta di 360 controlli effettuati nel weekend, a seguito dei quali sono state denunciate 22 persone ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, cioè per inosservanza dei provvedimenti amministrativi. Tra queste, una donna di Bergamo sorpresa a ‘portare a spasso il cane’ a San Pellegrino: oltre 30 chilometri lontano dalla sua residenza. A Catania, in zona Piazza Dante, i carabinieri hanno sorpreso cinque pregiudicati di età compresa tra i 25 e i 29 anni intenti a fumare marijuana. Lo riporta La Sicilia, secondo cui - oltre alla denuncia per la violazione del 650 - i cinque sono stati segnalati alla Prefettura per l'uso personale di sostanze stupefacenti. TgCom24 riporta poi che a Roma, dopo aver ricevuto una segnalazione per schiamazzi, i carabinieri hanno trovato 17 persone tra dirigenti e insegnanti con i propri figli nel cortile di una scuola internazionale in periferia, intenti a divertirsi tranquillamente in una vera e propria festa con tanto di musica e barbecue: 10 persone tra studenti e docenti sono stati denunciati. A Ercolano un 44enne è stato fermato in strada a bordo di un calesse. Su La Gazzetta di Modena leggiamo di come diverse coppie - da Mirandola a Cavezzo, passando per Vignola, Sassuolo, Maranello e Pavullo – ritengono che una relazione a distanza sia di per sé una ragione necessaria allo spostamento in auto. Per una preghiera di gruppo in campagna sono fioccate 23 denunce. Ma il premio finale va a un uomo di Mirandola, che – telefonando alla polizia municipale e sentendosi rispondere un secco divieto – ha provato a convincere gli operatori di quale occasione imperdibile fosse recarsi a Sorbara, nel modenese, a prendere del vino da imbottigliare: "Sa, è il momento giusto e sono a casa dal lavoro in questi giorni...”

Pierre

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