Coronavirus, arriva da Israele la proposta di un graduale ritorno alla normalità

Coronavirus, arriva da Israele la proposta di un graduale ritorno alla normalità

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Nel corso della conferenza stampa di ieri il Premier Giuseppe Conte ha smentito in modo perentorio l'indiscrezione, trapelata su alcuni organi di informazione, relativa alla possibile proroga delle misure restrittive per famiglie e imprese fino al 31 luglio prossimo. Intanto da Tel Aviv arriva la proposta di un coordinamento in grado di favorire in modo graduale, a seconda delle fasce di età dei cittadini, la ripresa delle attività lavorative e il conseguente ritorno alla normalità. Le tappe


L'emergenza sanitaria sta causando, come noto, ripercussioni gravissime sul tessuto economico e produttivo del Paese.

In attesa di capire cosa succederà il 3 aprile, data entro la quale è fissata la durata delle misure restrittive per imprese e lavoratori, si pensa già a come dovrà essere impostato un eventuale ritorno alla normalità, favorito - si spera - dal calo dei contagi per effetto dei provvedimenti di distanziamento sociale emanati dal governo.

In tal senso una proposta interessante arriva dallo Stato di Israele, dove un team di esperti appartenenti alla holding "Carisma", che detiene 14 aziende con oltre 300 milioni di fatturato e circa 1.000 dipendenti, ha elaborato una possibile strategia di uscita dalla crisi, ripresa nelle ultime ore anche dalla stampa italiana, tra cui il Corriere della Sera.

In cosa conssite? Distinguere la popolazione in tre fasce per altrettanti protocolli: fino a 55 anni (verde); da 55 a 65 (giallo); oltre i 65 anni di età (rosso). Per gli over 65, fascia di età considerata più a rischio anche in termini di letalità del virus, sono previste le misure di protezione drastiche.

"Va organizzato da subito, come servizio essenziale - spiegano gli esperti - il recapito a casa della spesa. Fatto da 30enni, volontari o meno. Per la fascia 55-65 rientro in azienda o in ufficio dilazionato di almeno un mese. Fino a 55 anni tempistica certa e dichiarata di ritorno graduale all’attività.

Il 6 aprile potrebbero riaprire le aziende. L’apertura definitiva il 14 aprile dopo Pasqua. Se ci saranno ancora casi, opzione considerata al momento certa, si cercherà di gestirli al meglio. Il 6 aprile potrebbero essere riaperte le corsette domenicali per dare un segnale. Il 21 aprile potrebbe essere la volta di negozi, bar e ristoranti, con l’obbligo di distanza. Il 2 maggio si potrebbero togliere le limitazioni di spostamento per tutti e riaprire le scuole. Quanto all’andamento dell’epidemia, ogni giorno i dati andranno discussi in base allo scostamento dalle previsioni. Bisogna fare di necessità virtù e imparare a prevedere azioni correttive. Se emergono novità di scenario tali da sconvolgere il programma (cure, vaccino, mutazioni genetiche, decessi) si adegua il passo"- è la conclusione degli esperti. 

Un piano studiato per organizzazioni complesse, che certamente può rappresentare un valido suggerimento per il governo italiano. 

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