Coronavirus e fase 2: spostamenti limitati per i giovani e gli over 70

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Oltre alle misure di protezione per gli anziani affetti da patologie, verrà impedito ai ragazzi di riunirsi nei locali e stazionare in gruppo per non aumentare il rischio di contagio



Proteggere gli anziani e scongiurare la possibilità di aumentare i rischi di contagio. Si studiano soluzioni e in vista della ‘fase 2’ che, prevede – secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – spostamenti limitati per chi ha più di 70 anni e meno di 18.

 

Resterà in vigore il divieto di assembramento e gli incontri, anche se con poche persone, dovranno essere comunque segnati dal distanziamento. Quindi oltre a proteggere gli anziani affetti da patologie, si impedirà ai giovani di riunirsi nei locali o di stazionare all’aperto in gruppo aumentando così il rischio contagio.

Le nuove regole per la riapertura delle attività produttive dal 4 maggio e per i movimenti dei cittadini saranno discusse dalla cabina di regia che dovrebbe riunirsi domani. Già dopo il 25 aprile potrebbe arrivare il via libera per numerose aziende — dalla moda all’auto — ma anche di alcuni cantieri. Il premier Giuseppe Conte non ha fretta di firmare un nuovo Dpcm. La linea del governo è procedere con estrema cautela, perché i contagi scendono con lentezza e in Lombardia si continuano a contare i morti.

AUTO, MOTO ED EDILIZIA. L’ipotesi più probabile, secondo quanto riportato dal Corriere, è un provvedimento ministeriale, tra Sviluppo e Tesoro, per rimettere in moto alcune attività e imprese, sbloccando i codici Ateco in attesa di varare le norme per la sicurezza dei lavoratori. Se ne dovrebbe parlare lunedì al consiglio dei ministri. Sempre nella riunione di lunedì potrebbero essere sbloccati i cantieri per la costruzione di edifici e altre attività che hanno un codice di rischio basso o medio-basso secondo le tabelle Inail. I settori sotto osservazione sono il tessile, la moda, la fabbricazione di autoveicoli, mobili e articoli in pelle. A rischio basso e quindi sulla via della riapertura anche l’industria del tabacco, l’estrazione di minerali metalliferi, le cave e le miniere.

SICUREZZA. Le aziende che riaprono, così come i negozi, dovranno seguire un protocollo molto stretto che riguarda sia la pulizia (due volte al giorno) sia i dispositivi. Oltre a dispenser per il disinfettante, le mascherine e i guanti, gli ingressi limitati e il distanziamento di almeno un metro, dovranno mettere a punto un vero e proprio programma sulla presenza dei dipendenti con turni alternati e soprattutto smart working per un numero più alto possibile di dipendenti, almeno fino a quando l’indice di contagio R0 non sia prossimo allo zero. Ma dovranno avere sempre un medico di riferimento, che dovrà effettuare la valutazione di rischio di ogni lavoratore ed essere a disposizione di dipendenti e società in caso di necessità. Oltre ai dispositivi obbligatori, tutti dovranno avere un medico di riferimento che monitori in maniera costante i dipendenti. Per chi manifesterà i sintomi da Covid dovrà infatti scattare il protocollo della messa in quarantena e l’effettuazione del tampone. Lo stesso medico dovrà poi compilare le certificazioni dei dipendenti che riprendono l’attività.

GIOVANI E ANZANI. La libertà di spostamento per fasce d’età è uno dei capitoli più delicati che si stanno affrontando. Se la limitazione per chi ha oltre 70 anni scatterà in caso di patologie e rientrerà in un piano più ampio soprattutto per chi ha bisogno di essere assistito, per i giovani ci saranno — almeno nella prima fase — divieti stringenti. Non sarà possibile stazionare all’aperto e al chiuso in più di due, massimo tre e sempre tenendo la distanza di sicurezza. Il tutto per scongiurare una possibile seconda ondata di contagi.

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