Fase 2, fare più tamponi potrebbe essere impossibile: ecco perché

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Ma l’Italia resta una delle nazioni europee con la media più alta di test effettuati al giorno


La trasmissione di La7 Piazzapulita aveva chiesto giorni fa al Governo quanti test per rilevare il coronavirus sarebbero stati fatti entro la fine di maggio. Il 30 aprile la risposta del Governo è arrivata: sono stati già mandati alle regioni 2,7 milioni di tamponi, e di questi 2 milioni sono stati usati. Inoltre la pianificazione prevede di mandarne altri 5 milioni nei prossimi due mesi. Ma c'è un problema: il materiale inviato non comprende i reagenti chimici necessari per elaborare i tamponi. Il Governa invia solo i ‘bastoncini’ con cui i preleva il campione di saliva ai pazienti e lascia alle competenze regionali il resto. Questo perché ogni laboratorio di analisi dei tamponi ha i suoi macchinari, e a macchinari diversi corrispondono reagenti chimici diversi. Lo ha confermato a Il Post Invitalia, l’agenzia nazionale diretta dal commissario straordinario per l’emergenza da coronavirus Domenico Arcuri.

Questo limite era emerso fin da marzo, come raccontano ad esempio i responsabili di diversi laboratori lombardi: gli approvvigionamenti scarseggiano a livello internazionale, e le regioni stanno avendo grandi difficoltà a procurarsi quelli necessari. A mancare, nello specifico, sono prevalentemente i reagenti di estrazione del campione dal tampone, per poi 'amplificarlo' in modo da ottenere un risultato, positivo o negativo.

Giovedì sera a Piazzapulita c’era in studio anche il microbiologo Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di Padova e tra i coordinatori della risposta del Veneto all’epidemia. Crisanti ha sottolineato che il Veneto non sta soffrendo la mancanza di reagenti: intorno al 20 gennaio il laboratorio di Padova chiese alla regione l’autorizzazione per avviare la produzione autonoma di 500mila dosi di reagenti per un test “fatto in casa, praticamente identico a quello dello Spallanzani”. Con l’acquisto di ulteriori strumentazioni in grado di 'miniaturizzare' i reagenti, e che quindi consentono di usarne in quantità molto minori, ora il laboratorio ha a disposizione le dosi per analizzare 2,5 milioni di tamponi: più di quelli fatti in tutta Italia dall’inizio dell’epidemia.

Si potrebbe ricorrere quindi a reagenti autoprodotti, ma non è né semplice, né sempre fattibile. Ci vogliono laboratori in grado di produrne di certificati e affidabili, e in grandi quantità: non a caso quello di Padova è il più attrezzato in Italia per farlo, e ha tecnologie superiori a quelle in dotazione ai laboratori lombardi. Lo ha spiegato al Post Ferruccio Ceriotti, responsabile del laboratorio del Policlinico di Milano. I virologi tra l’altro non sono spesso d’accordo sull’affidabilità dei test autoprodotti: sarebbe meglio ricorrere a quelli ‘ufficiali’, prodotti dalle aziende internazionali di biotecnologie per i loro macchinari. Ma in merito a questo Crisanti ritiene che “c’è uno sbaglio di uno ogni mille, in un’epidemia quello che conta sono i numeri: che qualcuno sfugga sta nella logica dei grandi numeri. Se non si fanno i tamponi perché non si accetta un errore dell’1 per mille si è sbagliato strategia”.

C’è anche un altro limite, non solo quello dei reagenti, che rallenta il processo un po’ ovunque: nei laboratori che li analizzano manca il personale, che dovrebbe avere almeno in parte una formazione specifica. Ci sono poi anche limiti di strumentazioni: con l’acquisto di nuovi macchinari dall’estero rallentato dalle vendite prioritarizzate nei paesi di produzione.

La capacità di test italiana resta comunque superiore a quella di altri paesi europei: al 26 aprile erano meno di 550mila in Francia, contro 1,76 milioni in Italia, mentre al 2 maggio erano 1,35 milioni in Spagna e 2,1 milioni in Italia. C’è anche però chi ne sta facendo assai di più: il Regno Unito nell’ultima settimana ha tenuto una media di quasi 73mila test elaborati al giorno. La Germania ha tenuto per tutto aprile una media intorno agli 80mila tamponi al giorno. Nella prima settimana di maggio, in Italia sono stati fatti in media 57.500 tamponi al giorno.

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