L’esercito dei volontari inutili: assistenti civici, le ronde anti spritz che non hanno poteri

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L’idea del ministro Boccia e del presidente nazionale Anci Decaro per potenziare il rispetto delle norme sul Covid-19 provoca un tumulto politico interno al governo, ma l’intesa ora è vicina. Ma a cosa debbano servire davvero non lo sanno neanche loro


Non sono ronde anti-movida o, più simpaticamente, sentinelle anti spritz. Ma neppure incaricati di pubblico servizio. Nulla a che fare con mansioni di vigilanza o con compiti propri delle forze di polizia. No, dunque a giustizieri improvvisati, come qualcuno li avrebbe definiti. Ma allora, questi assistenti civici, cosa dovrebbero fare realmente?

Si tratta di 60mila persone da reclutare gratis, su base volontaria, per 16 ore a settimana anche tra percettori di reddito di cittadinanza o di ammortizzatori sociali, inoccupati, soggetti privi di vincoli lavorativi, che supporteranno i sindaci tramite la Protezione Civile nelle attività di sorveglianza della Fase 2 su spiagge, mercati e zone della movida.

L’ultima discussa trovata del ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, è stata oggetto di un vertice serale, ieri, tra il premier Giuseppe Conte e i ministri Luciana Lamorgese e Nunzia Catalfo, con la titolare del Viminale totalmente scavalcata e all’oscuro dell’iniziativa, partorita da Boccia di concerto con il presidente nazionale Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. Nelle intenzioni dei proponenti, la loro funzione sarebbe quella di aiutare chi non ce la fa da solo, magari con la consegna dei medicinali. Ma non solo: gli assistenti civici, subito ribattezzati guardie civiche con malcelato intento polemico-politico, dovrebbero anche far rispettare i divieti di assembramento, il distanziamento sociale o l’obbligo di indossare le mascherine.

Ma saranno preparati ad assolvere il compito? E non sarebbe meglio, per dirla con le parole di Paolo Cento (Sinistra italiana-Leu), assumere nuovi vigili urbani per i controlli anti Covid con procedure semplificate e con finanziamenti statali ad hoc per gli enti locali?

Per ora, si sa soltanto che queste persone dovrebbero indossare una sorta di pettorina di colore azzurro con la scritta ‘assistente civico’, in modo da essere riconoscibili. E che nel governo l’intesa al riguardo è vicina, anche se bisogna ancora smussare gli angoli, vista la forte perplessità di Italia Viva, con Renzi che definisce il reclutamento di queste figure “una follia”, e dei Cinque Stelle, con il reggente Vito Crimi e la stessa Catalfo che parlano di scelta “inaspettata” e di fuga in avanti “non condivisa”. Giorgia Meloni, invece, si spinge a prefigurare una deriva autoritaria del governo. Mentre Boccia ne difende la funzionalità e fa cenno a “strumentalizzazioni che dispiacciono”.

Ma la domanda ancora una volta è un’altra: a che diavolo servono?

 

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